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Dusman, fumata bianca Riassunti i dipendenti

Accordo sul futuro dei trentuno lavoratori del Centro Cottura di Ravina Saranno assunti dalla Serenissima (che subentra nell’appalto) e da Pulinet

TRENTO. Ci sono volute più di sette ore di trattativa per arrivare a concordare una bozza di accordo, sulla base della quale si può considerare positivamente il futuro dei trentun dipendenti del Centro Cottura di Ravina: ventisei saranno assunti dalla Serenissima (la ditta subentrante alla Dusman nella gestione dei pasti degli ospedali trentini) e cinque lo saranno dalla Pulinet, nell'ambito dell'appalto delle pulizie dell'ospedale di Pergine. L'accordo non è stato ancora sottoscritto, in attesa dell'approvazione dell'assemblea dei dipendenti del Centro Cottura che si terrà oggi pomeriggio alle 15, davanti ai cancelli dell'Ospedale Santa Chiara. Il termine massimo per le assunzioni è stato concordato per il 31 ottobre e così per i lavoratori di Ravina dovrebbero avere solo due mesi senza stipendio. La soluzione che si prospetta la si può considerare positiva, in particolar modo considerandola alternativa al licenziamento diretto, che comunque scatta col 31 agosto. All'incontro, che si è tenuto in provincia alla presenza dei delegati sindacali dei lavoratori, dei rappresentanti sindacali Mauro Baldessari (Uil), Paola Bassetti (Cgil) e di Milena Sega (Cisl), erano presenti anche i dirigenti della Serenissima ed i rappresentanti dell'Azienda Sanitaria. Il problema era nato dal fatto che nel capitolato d'appalto vinto dalla Serenissima, era previsto l'utilizzo del centro cottura già attivo a Rovigo e prevedeva solo l'assunzione diretta dei settanta dipendenti del Santa Chiara. Restavano esclusi i trentuno di Ravina, che tra l'altro erano anche quelli che costituivano le maggiori criticità. Si tratta infatti dei lavoratori con la maggiore anzianità di servizio, dipendenti stranieri il cui permesso di soggiorno dipende direttamente dal contratto di lavoro e lavoratori assunti in ottemperanza della legge 68, che cautela gli invalidi civili. Una posizione alquanto delicata, che pare poter essere salvaguardata con un'ipotesi di assunzione alle stesse condizioni contrattuali, attualmente in corso con Dusman. La scelta di convocare un'assemblea pubblica di fronte ai cancelli dell'ospedale Santa Chiara, ha più di una motivazione. Prima di tutto si vuole ricompattare una forza lavoro, la cui unione era stata lacerata dalla certezza che un gruppo avrebbe avuto una continuità occupazionale ed uno no. In più va riconosciuto ai dipendenti del Centro Cottura di Ravina, di aver sempre garantito la distribuzione dei pasti, mai interrotta con giornate di sciopero nei momenti più delicati della trattativa. Adesso l'unica certezza è il licenziamento al 31 agosto dei trentun dipendenti di Ravina da parte di Dusman per cessato appalto. Ma ci sono concrete possibilità di andare a sottoscrivere un accordo, che entro il 31 ottobre, permetta la riassunzione di tutti i dipendenti.

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