Rovereto

Anni di violenze su compagna e figlie

Condannato a 7 anni e 4 mesi un italiano di 53 anni: botte e minacce alla donna straniera, abusi sessuali su una ragazza

ROVERETO. Di referti medici ce n’erano pochissimi. Il compagno della madre, un italiano di 53 anni, aveva l’accortezza di non mandare a scuola le due figlie di lei quando fino a quando i lividi non erano spariti. Per otto anni l’uomo avrebbe picchiato, insultato, minacciato in modo pesantissimo sia le ragazze che la madre, straniera, dalla quale aveva poi avuto altri figli. E proprio davanti a loro sono accaduti alcuni degli episodi che hanno portato l’uomo a comparire davanti al gup Monica Izzo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, uscendone con una condanna pesante: sette anni e 4 mesi di reclusione.

La vicenda è stata ricostruita attraverso le testimonianze della figlia maggiore, che ha rivelato abusi sessuali da parte del compagno della madre, più episodi che ha raccontato a un’amica. Ed è stata proprio l’amica a rompere il muro di omertà, raccontando l’agghiacciante situazione ai propri genitori, i quali per primi hanno segnalato i propri sospetti ai servizi sociali. Da qui è partita anche l’indagine penale che ha portato alla luce una serie di episodi intollerabili ai quali erano state sottoposte la compagna dell’uomo e le figlie di lei: l’uomo appariva sempre più irritabile e bastava un nonnulla per scatenarne le ire e la violenza, che si manifestava con dapprima con insulti e scenate per futilissimi motivi, ma ben presto si è trasformata in un vero inferno.

La donna e le ragazze avrebbero subito percosse di ogni genere, anche con oggetti scagliati addosso, e in alcune occasioni le minacce sarebbero state rese più credibili ponendo le ragazze sul bordo della finestra e minacciandole di farle cadere nel vuoto. In più, le violenze sessuali che secondo la ragazza si sarebbero verificate in più occasioni. L’uomo esercitava un controllo assoluto in casa, e proibiva alle ragazze di uscire, se portavano i lividi delle percosse. Le indagini hanno comprovato la perfetta coincidenza tra episodi di violenza e i periodi di assenza da scuola.

Malgrado i fatti siano durati anni, dal 2007 al 2015, e di fronte a una situazione così compromessa, nessuno della famiglia aveva segnalato alcunché. La paura la faceva da padrona: la mamma e le figlie temevano di rimanere sulla strada, senza un posto dove andare, qualora fossero fuggite. È stato determinante infatti il supporto della Casa Rifugio di Trento - che tuttora ospita la donne e le due

ragazze, ancora adesso molto traumatizzate dai maltrattamenti subiti -, dove sono state indirizzate le vittime. L’uomo aveva una lunga serie di precedenti penali per aggressione e reati contro la persona, ai quali si è aggiunta l’ulteriore condanna di ieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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