commercio

Esportazioni in aumento dell'8,1%

I dati dell'Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio si riferiscono al secondo trimestre del 2017

TRENTO. Nel corso del secondo trimestre il valore delle esportazioni realizzate dalla provincia di Trento ha raggiunto i 943 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2016 ha segnato un aumento dell’8,1%; un’evoluzione superiore sia rispetto al dato medio nazionale (+6,3%) che del Nord Est (+3,3%). L’aumento dell’export è determinato soprattutto dalla crescita delle vendite verso l’area UE (+10,0%) e, in misura più contenuta, verso gli Stati Uniti (+4,2%). I dati sono stati diffusi dall'Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio.

Nello stesso periodo il valore delle importazioni delle merci trentine è risultato pari a 597 milioni di euro registrando un incremento del 9,0% rispetto al secondo trimestre del 2016. Il saldo della bilancia commerciale si è portato, così, su un valore di 346 milioni di euro, in aumento di circa 6,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

Confrontando i primi sei mesi del 2017 con lo stesso periodo dell’anno precedente, le esportazioni della provincia di Trento risultano complessivamente in aumento del 9,9% e confermano non solo una solida ripartenza delle vendite all’estero delle imprese trentine dopo il rallentamento mondiale del 2016, ma anche un dinamismo superiore alla maggior parte del Paese. Le importazioni mostrano, invece, un aumento complessivo dell’8,3%, segnale di una buona vivacità della domanda interna.

Le esportazioni sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (95,0% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (20,1%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (16,5%), i “mezzi di trasporto” (13,8%), le “sostanze e i prodotti chimici” (9,1%) e il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (8,2%). Complessivamente questi cinque settori rappresentano più del 67% delle esportazioni provinciali.

Per quanto riguarda l’import, al primo posto si collocano i “mezzi di trasporto” con il 21,0%, seguiti da “legno, prodotti in legno, carta e stampa” con il 14,4%, dai “prodotti alimentari e bevande” e dalle “sostanze e prodotti chimici”, entrambi al 12,6%.

Per quanto riguarda le aree geografiche di destinazione delle merci trentine, l’Unione europea (28 Paesi) ha assorbito nel secondo trimestre quasi il 68% delle esportazioni; dalla medesima zona è derivato l’82% delle importazioni. L’Unione europea rappresenta quindi la principale direttrice per l’interscambio di merci con l’estero; nello specifico, si evidenzia un aumento rispetto al secondo trimestre del 2016 sia nelle esportazioni (+10,0%) che nelle importazioni (+6,4%).

Al primo posto della graduatoria dei principali Paesi per valore di export rimane sempre la Germania che rappresenta per il territorio provinciale il principale partner commerciale verso il quale si sono dirette merci per un valore che sfiora i 155 milioni di euro, pari al 16,5% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. A grande distanza seguono gli Stati Uniti con circa 97 milioni di euro (pari al 10,3% delle esportazioni complessive), la Francia con 96 milioni di euro e il Regno unito con 83 milioni di euro (da segnalare che, nonostante la Brexit, le esportazioni oltremanica sono cresciute del 17,8% rispetto al secondo trimestre 2016).

“I dati sui flussi di import/export – commenta Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio – testimoniano di un tessuto produttivo trentino che, in questa fase di lenta ripartenza dell’economia italiana, aumenta la propria capacità di confrontarsi con successo sui mercati internazionali e ottiene risultati superiori all’area Nord-Est e al Paese nel suo complesso. Ciononostante, non ci facciamo illusioni

e non abbassiamo la guardia. Esistono ancora molti ostacoli che impediscono alle imprese di sprigionare completamente il loro potenziale produttivo: i dati di oggi ci spingono a lavorare con rinnovata fiducia per migliorare le condizioni di contesto in cui operano le nostre aziende”.

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