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Maltempo, la Provincia di Trento chiede lo "stato di calamità" per l'agricoltura

L'assessore Dallapiccola: "Ma dobbiamo prepararci per il futuro: questi eventi non resteranno isolati, miglioriamo le difese"

TRENTO. Dopo la grandine, le frane e gli smottamenti. L'eccezionale ondata di maltempo delle ultime ore ha nuovamente mobilitato in Trentino protezione civile e vigili del fuoco. La Giunta provinciale, riunita stamattina, formalizzerà a Roma la richiesta dello stato di calamità per l'agricoltura. Ancora da quantificare i danni, soprattutto appunto per quanto riguarda l'agricoltura: dai primi rilievi però appaiono molto ingenti. Particolarmente colpita la parte occidentale della provincia e le valli di Cembra e Fiemme dove alcune famiglie hanno dovuto lasciare temporaneamente le loro abitazioni a scopo precauzionale per una serie di smottamenti. Una frana ha provocato la chiusura della statale 240 tra le valli del Chiese e di Ledro.

L'assessore Dallapiccola, inoltre, portando la delibera per la richiesta dello stato di calamità per l'agricoltura

ha affermato che “deve essere chiaro che simili nefasti eventi naturali sono destinati a non rimanere episodi isolati, ma a ripetersi anche in futuro: per questo dovremo cercare degli spazi di miglioramento e di potenziamento del sistema, peraltro già efficiente di gestione del rischio”.

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