FUSIONI

Via libera alla Cassa Rurale Vallagarina

Dopo Folgaria è arrivato il sì dai soci di Ala-Avio e di Isera. Sarà il quarto istituto di credito cooperativo del Trentino

VALLAGARINA. Da ieri il Trentino ha una nuova Cassa rurale (anche se la fusione sarà operativa dal primo luglio prossimo). È la Cassa rurale Vallagarina (la quarta come dimensione del Trentino dopo Trento, Alto Garda e Alta Valsugana) e nasce dall’unione delle Casse rurali Vallagarina, Isera e Altipiani (ex Folgaria). Dopo il sì arrivato venerdì sera dagli Altipiani Cimbri (come riportato ieri dal Trentino), nel pomeriggio di ieri anche i soci di Ala, Avio e Alto Veronsese (Rurale Bassa Vallagarina) e di Isera hanno dato il via libera alla nuova superbanca. Un sì convinto arrivato dalla quasi totalità dei soci ma che rispetto a Folgaria (un solo no e una sola astensione) è stato più sofferto e dibattuto tanto che addirittura una consigliera di amministrazione di Isera (Debora Pedrotti) si è dissociata dalla maggioranza dei colleghi del Cda dicendosi contraria al progetto. E come lei non sono mancate, durante l’assemblea tenutasi all’auditorium Melotti, voci critiche e contrarie (così come non sono peraltro mancati interventi favorevoli) alla fusione in un clima di confronto pacato ma serrato. Perché, in sostanza, è stato detto anche da Pedrotti, l’unica fusione andava fatta fra tutte le banche di credito cooperativo della Vallagarina (quindi anche con Alta Vallagarina, Rovereto e Lizzana) e non soltanto a tre «perché non ha senso». Ai dissenzienti il presidente Fabiano Conzatti ha ricordato che i contatti per arrivare ad una fusione a sei sono iniziati dal 2014 ma non hanno prodotto risultati positivi (per varie motivazioni, dalle situazioni contabili alle ambizioni personali) tanto che le trattative sono state chiuse a tre. Alla presenza della notaio Eliana Morandi i soci di Isera hanno votato per la fusione: su 313 presenti (deleghe comprese) i sì sono stati 252 mentre i no hanno raggiunto quota 55 e 6 sono stati gli astenuti.

Qualche ora prima era toccato ai soci della Bassa Vallagarina esprimersi sulla fusione. Anche in questo caso non sono mancati i contrari (dieci) e gli astenuti (due) sugli 882 voti espressi dall’assemblea tenutasi ad Avio. «Quella che sta per nascere - ha detto il presidente Emiliano Trainotti nell’introdurre l’assemblea - è una realtà del credito cooperativo forte dal punto di vista dimensionale, patrimoniale e di efficienza. La scelta della fusione è frutto di una decisione ponderata e presa dopo una rigorosa analisi del contesto attuale. Per rimanere quello che siamo oggi è necessario rimodularsi. I valori della cooperazione rimangono centrali – ha detto ai soci il presidente Trainotti – cercheremo di garantire equilibrio di rappresentanza del territorio nella governance, anche se non sono previsti aumenti del numero di consiglieri in cda. A questo proposito hanno dichiarato la disponibilità a dimettersi a luglio due consiglieri per far posto ad altrettanti rappresentanti di Altipiani e Isera». «Dalla fusione - ha proseguito Deimichei - ci aspettiamo miglioramenti nella qualità del credito, leggera crescita degli impieghi, consolidamento

del patrimonio e incremento della raccolta. Il margine finanziario, “termometro” della redditività bancaria, nei prossimi anni dovrebbe crescere dagli attuali 11,9 milioni ai 17,9 del 2020. Per quella data anche il patrimonio dovrebbe sfiorare i 90 milioni».

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