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La «banda dell’azoto» colpisce in tre negozi

Incursioni alla boutique di moda giovane Wooden e alla bottega della lavanda in piazza Battisti. Nel mirino anche l’Aquila basket store di piazzetta Lunelli

TRENTO. Uno spruzzo di azoto liquido e il blocchetto della serratura si sbriciola come il vetro. È una tecnica innovativa quella utilizzata dai ladri che si sono introdotti in tre negozi del centro, nel raggio di 200 metri. Ladri in cerca di soldi, capi di abbigliamento e oggetti di valore, come computer e tablet. La banda ha agito di notte. La brutta sorpresa, per i titolari, ieri mattina, all’ora di apertura. Nel mirino il negozio di abbigliamento Wooden, sotto i portici di piazza Cesare Battisti, fra i bar Città e Marchiodi, la bottega della lavanda dalla parte opposta della stessa piazza, fra il Niccolini e l’edicola, e l’Aquila basket store, di piazzetta Lunelli.

Il primo, un franchising di moda giovane per uomo e donna, è gestito da circa un anno da Giulia Maino. «Ho cercato di infilare la chiave nella serratura ed è caduta: la porta era solo appoggiata allo stipite», racconta. «Dentro c’era confusione dappertutto. Hanno provato le cose, perché alcuni appendini erano vuoti e altri capi erano appoggiati sul bancone». I ladri si sono concentrati sul reparto uomo, che è al piano interrato: «Il negozio è tutto vetrato e lì sotto probabilmente si sentivano più protetti», continua la giovane commerciante, figlia d’arte di Stefano Maino, storico titolare di Kt Store, in via del Simonino. «Ma doveva esserci anche una donna, perché sono sparite tre paia di scarpe femminili».

In tutto il “conto” fa 3.500 euro circa di sola merce, il valore di una trentina di capi di abbigliamento fra magliette pantaloni, felpe e accessori. «In più l’iPad, il pc fisso e il fondo cassa con 200 euro», sospira Giulia. «È stata una giornataccia»! La ragazza non ha molta fiducia di recuperare la refurtiva: «Le telecamere? Sono in cima al palazzo di Niccolini... Siamo assicurati, ma è stato soprattutto un disagio, con in più la brutta sensazione della merce toccata da mani estranee». In mattinata gli agenti della volante hanno fatto un sopralluogo, mentre nel primo pomeriggio la negoziante si è recata in questura per sorgere querela contro ignoti.

Meglio è andata a Raffaella Cavicchi, che vende prodotti vari ricavati dalla lavanda e profumati con altre essenze. «Hanno scassinato la porta anche qui, ma la mia fortuna è che non hanno preso niente», sorride. «Vendo creme naturali, prodotti bio, roba sana... E soprattutto non tengo marchi famosi». Che ai ladri piacciono di più. «Hanno lasciato anche il fondo cassa: una ventina di euro tutti in monete». Alla fine - aggiunge - tutto si è ridotto a «un po’ di ribaltone, perché hanno rovistato negli scatoloni del magazzino e basta. È andata bene anche che non abbiano versato i profumi, perché se gli oli essenziali fossero caduti avrebbero impregnato il legno per mesi». La negoziante, di origini ferraresi, vede strani movimenti da una settimana a questa parte: «Qui fuori c’è di tutto e di più. Trovo sempre il faretto sopra la vetrina rivoltato in giù: lo usano per fare l’effetto discoteca. Presto comunque mi trasferirò

a Levico».

Poca voglia di parlare all’Aquila basket store: «Hanno portato via solo il fondo cassa e un pc portatile», dice la commessa nel primo pomeriggio. «La serratura l’abbiamo sostituita subito e siamo già operativi. Evidentemente non erano fan dell’Aquila».(l.m.)

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