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Voucher, la corsa all’ultimo acquisto

Nell’ultimo giorno prima dello stop code ai tabaccai autorizzati. Il rivenditore: «Un danno economico anche per noi»

TRENTO. Diecimila euro di voucher, il valore di quelli venduti nella sola giornata di venerdì alla tabaccheria "Al Sociale" di Mario Cagol: era l'ultima giornata utile per poterli acquistare dopo l’abolizione decisa dal governo per decreto, e in molti anche in Trentino (dove i buoni lavoro venduti sono stati 2 milioni nel 2016, 400 mila in più del 2015) non se la sono fatta sfuggire. «Per la verità lo hanno detto solo i giornali, per tutti gli altri c'era la certezza di un rinvio. La Federazione Tabaccai - ci dice Cagol mostrandoci l'sms di ieri alle 7.17 - lo ha comunicato ben oltre la scadenza della mezzanotte». Così nell'incertezza generale è iniziato un tam tam che ha portato sempre più gente a fare la coda: «Un delirio, non mi era mai capitato di avere la gente fin fuori, tutti in coda per un'unica richiesta e così è stato anche negli altri tre punti vendita autorizzati in centro storico».

Cagol è stato il primo tabaccaio della città ad installare la macchina che permetteva l'emissione e l'incasso dei voucher distribuita dalla banca Itb. Che opinioni ha raccolto in questo periodo? «La soddisfazione degli imprenditori per i quali era un utilizzo generalizzato e qualche lamentela da parte di chi li veniva ad incassare». Per i rivenditori l’abolizione è un danno economico: «Indubbiamente, anche perché la macchinetta ha un suo costo. Serve per più operazioni, ma l'unica con un ritorno concreto era quella dei voucher. Per me li hanno tolti solo per un motivo: vogliono accogliere la richiesta dell'Inps di una gestione in proprio e così hanno preso al volo la scusa del referendum». Sembra che i voucher sostituiti dai "Mini Jobs: «Sono curioso di sapere chi li gestirà, dall'altra se la sostanza sarà uguale, è stato solo un modo per evitare il referendum», commenta il tabaccaio.

L'abolizione dei voucher è stata un'operazione annunciata, ma attuata nel silenzio generale. Incuriosisce una coincidenza. ITB essendo una banca, sabato e domenica non eroga i servizi periferici, quindi facendo tutto in silenzio si sarebbe evitata una vendita massiccia dei voucher che ha più risvolti. Da una parte confermano il gradimento che avevano tra i datori di lavoro, dall'altro essendo riusciti a farne scorta, il decollo del sistema sostitutivo sarà decisamente molto più lento. Resta il danno per i tabaccai: «Per me tutto ruota attorno a questo aspetto - conclude Cagol - si sono accorti che era un business e se lo sono richiamati in casa. Chi li trattava perde una quota di guadagno». Il cartello "voucher Inps" è però ancora regolarmente

esposto: «Del resto - ci dicono alla Tabaccheria di Via San Pietro - senza una comunicazione ufficiale, col decreto non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e con un servizio che nel fine settimana non sarebbe comunque funzionato, chissà cosa ci aspetta lunedì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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