Trento

Vitalizi, Rossi se la prende con i ricorrenti 

Ecco i progetti finanziati con il fondo delle restituzioni. Il governatore: «Mancano soldi? Colpa è di chi è andato in tribunale»

TRENTO. Sette milioni di euro per finanziare progetti dedicati a occupazione, politiche familiari e sociali con i soldi recuperati dai rimborsi (in realtà ancora parziali) dei vitalizi dei consiglieri provinciali. Il via libera è arrivato ieri da parte della giunta provinciale e il presidente Ugo Rossi ha colto l’occasione per intervenire sulle polemiche degli ultimi giorni, riferendosi esplicitamente al Movimento 5 Stelle che in una nota aveva parlato di “vergogna” in merito ai “tagli inferiori agli annunci”: «Hanno sbagliato destinatario - ha detto Rossi - visto che chi parla in base alle nuove regole non godrà del vitalizio. Invece dovrebbero rivolgere le loro accuse ai consiglieri che non hanno provveduto ai rimborsi e hanno presentato i ricorsi giudiziari: l’obiettivo era di recuperare 29 milioni di euro, ne sono rientrati 17 e ne restano quindi 12 oggetto di ricorsi. E’ ai consiglieri ricorrenti che dovrebbe rivolgersi chi protesta».

I calcoli sui vitalizi prima e dopo la riforma sono complicati e dipendono dalle diverse situazioni, ma ha fatto discutere nei giorni scorsi la situazione dell’ex consigliere altoatesino Walter Baumgartner (Svp) che - raggiunta l’età per godere dell’assegno - evidenziava una diminuzione del 6 per cento rispetto al 20-30 per cento che era stato annunciato all’epoca della riforma. Proprio questo aveva sollevato le proteste del Movimento 5 Stelle.

Almeno sono certe le somme stanziate dalla giunta provinciale, frutto delle restituzioni avvenute finora, e destinate a finanziare una serie di progetti di politiche familiari (2,15 milioni di euro), occupazionali (2,6 milioni) e sociali (2,15 milioni) da realizzare nel triennio 2017-2019. Si tratta di progetti gestiti da varie strutture provinciali. Le associazioni destinate a concretizzare gli obiettivi indicati dalla giunta provinciale saranno scelte con procedure di bando.

Tra i progetti che hanno ottenuto il via libera ci sono iniziative a favore di madri sole, di lavoratori disabili ultra 45 enni, ma anche progetti di sostegno alla formazione degli studenti (finalizzata all’occupazione) e di incentivo

ai consumi culturali (scuole di musica, ad esempio) delle famiglie più numerose e meno abbienti con specifici voucher. Saranno finanziati con i rimborsi dei vitalizi anche i contributi per i padri che scelgono - al pari delle madri - di usufruire di congedi parentali per stare con i figli.

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