l'allarme

Droga, si inizia a 11 anni: l’eroina si fuma anche a 15

Cresce il mercato tra i giovanissimi trentini, prima i cannabinoidi poi sostanze più pesanti. Rizzonelli: «Pensano che fumare l’eroina non sia come bucarsi»

TRENTO. E’ inutile nasconderlo, la droga c’è nelle scuole trentine ed ha molte facce. Federico Samaden, dirigente degli istituti alberghieri di Levico e di Rovereto, 800 studenti in totale, va diritto al punto. «La scuola è un pezzo del mondo, non un luogo magico». La droga si vende dove ci sono gli acquirenti: nelle piazze, per le strade, sugli autobus, non solo fuori dai piazzali delle scuole.

«Tanti gli istituti dove si affronta il problema, con progetti specifici. Ma ci sono anche realtà scolastiche dove questo non avviene. Non è necessario? Non credo proprio. Forse è un modo per tutelare l’immagine del proprio istituto». I dati, spiega Samaden, dicono che l’uso di sostanze è un fenomeno in aumento. «Si cercano strategie di fuga per evitare l’assunzione di responsabilità. L’assunzione di droghe è una delle tante forme. Per questo sostengo che la scuola non sia un mondo a parte. C’è una componente di ragazzi che queste sostanze le usa, è un dato di fatto».

Nelle scuole trentine, prosegue il dirigente, c’è una fetta elevata di studenti che usa i cannnabinoidi. Non li considerano un problema, d’altronde sono spesso le famiglie stesse a sostenere che non lo sia. Serve avere uno sguardo lucido su ciò che avviene. Le canne sono state sdoganate culturalmente da un plotone di adulti irresponsabili che, per anni, hanno professato la non pericolosità di questa sostanza che, lo ricordo, è la porta dalla quale si accade all’uso di droghe ben più pesanti. Bisogna dirlo e dirlo: la marijuana provoca danni elevati. E’ stata modificata con dei principi attivi più forti. Il problema sono i ragazzi, fragili? Sì anche perchè dietro hanno il vuoto».

Che la droga esista nelle scuole non si può negare, nemmeno per il direttore del Cfp Enaip di Villazzano Diego Freo. Nel suo istituto viene sottolineata la particolare attenzione che gli insegnanti prestano nel segnalare comportamenti che facciano presumere un utilizzo di qualche sostanza. «Lo scorso anno è capitato - ricorda il direttore - . Un minorenne sembrava alterato. Gli abiti avevano uno strano odore. Abbiamo avvertito la famiglia». Nessun altro episodio, poi, dall’osservatorio di Freo, che pure ha lo sguardo rivolto anche a ciò che avviene fuori dai cancelli della scuola.

«Due ingressi molto frequentati, sia da insegnanti che da studenti. Non noto però movimenti particolari, estranei». In questa scuola importanti sono i percorsi dedicati alla prevenzione. Sono stati fatti incontri con i carabinieri di Laives, lo scorso anno con quelli di Trento. Vi sono percorsi che vedono protagoniste realtà del privato sociale, con operatori che portano le proprie esperienze. «I nostri ragazzi sono andati anche in comunità, per capire quali sono effettivamente i danni provocati dalla droga».

La percezione del fenomeno dentro la sua scuola? «Circa tre anni fa - ricorda ancora Freo - dei docenti mi segnalarono alcune problematiche, circa l’uso di marijuana. Chiamai il Sert e la risposta fu lapidaria: il 30% dei ragazzi adolescenti ha provato questa sostanza, almeno una volta». E’ evidente, aggiunge, che qualcuno di questi 500 ragazzi che popolano il Cfp sia tra questi numeri. «La prevenzione è un dovere, anche per una questione di senso civico» chiude il direttore mentre riflette sulla fragilità dei ragazzi di oggi. Le modalità relazionali si riducono progressivamente. Il “faccia a faccia” si va riducendo. Parallelamente si vede crescere l’utilizzo della mediazione tramite lo smartphone, anche per entrare nelle logiche ricreative.

«Una volta, non molto tempo fa - rileva Freo - nei cortili delle scuole si stava assieme, ci si parlava; ora, invece, ci si isola. C’è una riduzione della relazione fatta di prossimità fisica, empatica. I

ragazzi sono fragili? Sì. E’ quella fragilità originata dalla mancanza di confronto, con famiglie che vivono processi analoghi». I controlli con i cani anti droga vengono effettuati regolarmente, nelle scuole del Trentino; gli ultimi in valle di Fassa e in Valsugana. Era il mese di febbraio.

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