Trento

Scuola, servono 341 docenti: concorso entro la fine del 2016

Rossi: «Precari, ne potremo stabilizzare al massimo 40-50». Ai prof abilitati sarà riconosciuto un «peso specifico»

TRENTO. Entro la primavera, forse già in marzo, la giunta provinciale presenterà il disegno di legge di recepimento in Trentino della riforma nazionale sulla “buona scuola” del governo Renzi. E sempre quest’anno la Provincia bandirà un concorso per il reclutamento dei docenti da immettere in ruolo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, tenuto conto che il fabbisogno è alle medie di 255 insegnanti e di 86 alle “superiori”.

Sono queste le due notizie principali fornite ieri dal presidente Ugo Rossi alla Quinta Commissione che gli ha chiesto una panoramica aggiornata sul personale della scuola trentina.

Il concorso.

Sarà indetto quest’anno in concomitanza con quello nazionale – ha spiegato la dirigente Livia Ferrario –, sarà accessibile al solo personale abilitato e non è prevista una prova preselettiva. Comprenderà invece una prova di lingua straniera, prove scritte e titolo uguali al concorso nazionale e una prova per insegnamento di sostegno. Infine, la durata delle graduatorie, che riguarderanno soli i vincitori, sarà triennale e la programmazione dei contingenti si baserà sui pensionamenti del triennio e sulle graduatorie provinciali ancora attive. Ferrario ha segnalato anche i fabbisogni di docenti della scuola a carattere statale del Trentino. Mentre nelle scuole primarie e dell’infanzia il fabbisogno è pari a zero, il fabbisogno stimato nella scuola secondaria di primo grado, vale a dire le scuole “medie”, è di 255 docenti (10 di educazione artistica, 30 di educazione tecnica, 75 di lettere, 75 di scienze matematiche, 35 di lingua tedesca e 30 di sostegno) e di 86 insegnanti nella scuola secondaria di secondo grado o “superiori”.

Per i precari “peserà” l’esperienza di servizio.

Rossi e Ferrario hanno ricordato che i docenti abilitati (Pas – Percorsi abilitanti speciali; Tfa – tirocinio formativo attivo) oggi presenti nelle graduatorie di istituto ma non inclusi nelle graduatorie provinciali per titoli chiuse nel 2010 potranno partecipare al concorso di quest’anno e in quella sede alla loro esperienza in servizio sarà riconosciuto un “peso” preciso. Non è infatti possibile riaprire le graduatorie per titoli – ha spiegato Ferrario – per tre ragioni: perché queste graduatorie sono state tutte chiuse a livello nazionale; in secondo luogo perché il Trentino sarebbe l’unica regione in Italia a riaprire questo canale di reclutamento con il rischio di un indiscriminato e massiccio afflusso di precari esclusi dalle graduatorie nazionali; e infine perché a differenza della Provincia di Bolzano il Trentino non può inserire limiti di accesso per conoscenza linguistica.

Rossi: “potremo stabilizzare al massimo altre 40-50 unità”.

“Del resto – ha concluso Rossi – abbiamo il dovere di dire le cose come stanno evitando di alimentare illusioni: se consideriamo il trend che vede nascere ogni anno in Trentino circa 5.000 bambini, non sarebbe oggettivamente sostenibile la trasformazione di tutti i posti di lavoro a tempo determinato nella scuola in posti di lavoro a tempo indeterminato. Siccome non si possono coprire le variabilità con contratti a tempo indeterminato, oggi potremo ridurre al massimo di altre 40-50 persone la quota di questi docenti precari. Come? “Con la sostituzione di tutti i pensionament”.

Alcuni numeri della scuola in Trentino.

Ferrario ha poi illustrato le tabelle con i principali “numeri” riferiti alla scuola del Trentino, che ha 55 istituti comprensivi con 41.231 studenti e 4.397 docenti, 25 istituti superiori con 19.189 studenti e 2.138 docenti, due istituti di formazione professionale, 8 centri di formazione professionale e 24 sedi di centri di formazione professionale con 6.295 studenti e 307 classi. La Provincia investe oggi nella scuola circa 657 milioni di euro di spesa corrente (stipendi e funzionamento), oltre a circa 19 milioni di spesa in conto capitale (investimenti, arredi e attrezzature). La spesa è interamente finanziata sul bilancio provinciale senza alcun contributo da parte dello Stato. La spesa per il pagamento diretto degli stipendi per il 2015 è stata pari a 484.000.000,00 euro. Confrontando i fondi destinati

al funzionamento della scuola per alunno, la spesa per alunno in Italia è di 31,62 euro mentre nella nostra provincia ammonta a 68,30 euro. Il fondo di miglioramento dell’offerta formativa in Italia è di 89,39 euro mentre il Fius (fondo miglioramento) della Provincia è di 392,50 euro.

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