tecnologia

Una App per viaggiare gratis in Busa

«Pick Me Up» prevede tre fermate tra Riva e Arco. Nata sul solco di Bla Bla Car: ma non si paga

ALTO GARDA. Sbarca nell’Alto Garda un servizio di trasporto intelligente e gratuito che oltre a facilitare gli spostamenti mira ad alleggerire il traffico sulle arterie del Garda Trentino. Ad essere interessati saranno inizialmente i comuni di Arco e Riva sulla cui via di collegamento principale, via S.Caterina, vedranno comparire tre speciali fermate, l’Inviolata, Poli e Casinò, targate Pick Me Up. Questo il nome del servizio creato dalle menti di alcuni ricercatori dell’Fbk, Fondazione Bruno Kessler, insieme ad altre unità e amici di Povo riuniti sotto il nome comune di Tiramisù e portata nel territorio del basso Sarca dal docente di matematica Matteo Ruffoni e da Gabriele Bertoldi.

L’idea è semplice e mira a sfruttare in maniere intelligente la tecnologia mettendo in collegamento la domanda di trasporto con l’offerta di passaggio. In poche parole chiunque percorrerà quel determinato tragitto e sarà disposto a offrire un passaggio si metterà a disposizione di quanti ne saranno alla ricerca sulla medesima tratta. «La proposta è assolutamente apolitica - precisa Bertoldi - ma si fonda su un comune senso civico. Attraverso questa semplice interazione tra chi offre e chi cerca passaggi - spiega il consigliere - si può incidere positivamente sulla riduzione del traffico automobilistico.»

Il servizio è gratuito, a differenza del ben più noto Bla bla car, e per poterne usufruire basta possedere un normale smartphone su cui installare l’app Telegram: «È un’applicazione simile a whatsapp ma molto più veloce e pratica - spiega Federico Sangati uno degli sviluppatori di Pick me up - che permette la creazione di bot (mini programmi che eseguono semplici operazioni) che nel nostro caso smista le richieste di chi aspetta un passaggio e di chi va ad offrirlo.»

Come spiega lo sviluppatore l’applicazione è particolarmente funzionale e grazie al suo essere opensource è in continua e costante crescita qualitativa. «Siamo partiti l’1 novembre sulla tratta Trento Povo - continua Sangati - un percorso particolarmente problematico anche con i mezzi pubblici. Ha funzionato: siamo 480 iscritti. Poi Ruffoni ci ha dato una spinta in più sostenendoci nel far crescere questo progetto.»

L’idea ha riscontrato subito l’interesse della popolazione che ha cominciato a registrarsi al servizio offrendo posti in auto. «La difficoltà maggiore - sottolinea Sangati - sarà quella di accrescere esponenzialmente il numero di utenti così che domanda e offerta si possano incontrare. Per fare questo - ammette il giovane ricercatore - si deve abbattere quella barriera mentale che ci impedisce

di spostarci, anche se solo per pochi chilometri, con uno sconosciuto.» Il servizio è già attivo e nelle prossime settimane verranno posizionate nelle 3 fermate sopracitate gli appositi cartelli con sfondo verde e dotati di Qcode per scaricare e installare l’applicazione.

 

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