show cooking

Chef Rubio al Mart rivisita la cucina trentina e romana

Il volto noto della tv ha “sfidato” i cuochi Bassetti e Bavuso proponendo piatti tra tradizione e innovazione

ROVERETO. Broccoli di Torbole, animelle d’abbacchio, agnello, mele golden e i vini lagarini si sono mescolati ieri nella piazza del Mart. Chef Rubio e gli chef trentini, con gli stessi ingredienti a disposizione hanno proposto piatti tra tradizione e innovazione. Il volto televisivo di DMax, protagonista della trasmissione televisiva “Unti e bisunti”, sfidando la temperatura, nello show cooking al museo d’arte contemporanea di Rovereto ha proposto uno dei piatti della tradizione romana rivisitato in chiave trentina.

Nella sua frittura romana, con cervella, animella, agnello, cipolla e carote sono finiti il broccolo di Torbole (presidio Slow Food) e le mele trentine. Andrea Bassetti e Michele Bavuso, dell’associazione Cuochi trentini, con a disposizione le stesse cose, si sono inventati un altro piatto. Hanno proposto una crema di broccoli con crostone di pane, patè di animelle e dadolata di mele golden. I tre cuochi hanno cucinato in diretta di fronte a un folto pubblico che non si è lasciato intimorire dal freddo. E mentre tagliavano, spadellavano, friggevano, e frullavano rispondevano alle domande dei numerosi curiosi - attirati anche dal profumino che in breve tempo si è sparso per corso Bettini - su ingredienti e tecniche di preparazione. E non è mancata nemmeno qualche domanda personale al più noto dei tre. Gli chef, senza smettere di lavorare, hanno dato consigli sui trucchi da usare tra i fornelli per la riuscita di piatti semplici, veloci e gustosi.

Quello di ieri era l’ultimo appuntamento del 2014 dell’associazione Skiwine. Con lo spettacolo culinario si sono chiuse le Giornate del Marzemino e degli Autoctoni. E Chef Rubio, nella vita Gabriele Rubini, si è fatto testimone del vini della Vallagarina. Erano oltre 50 i Marzemino, Enantio e Casetta che si potevano gustare sotto la cupola del Mart. Vini popolari, come Rubio e le ricette che ama proporre. «Una cucina povera – hanno spiegato gli organizzatori – grazie a cui Rubio si muove dalla valutazione del valore mediatico e culturale del suo approccio estetico al cibo della tradizione. Come per il vino autoctono, tradizione negata e marginalizzata dai meccanismi industriali, che hanno omologato il gusto e attribuito il controllo dei saperi e la distribuzione del cibo e del vino a ristrette élite professionali.

Puntiamo a una riscoperta di conoscenze, di esperienzialità e di modalità condivise, che possono costituire un punto di riferimento anche il movimento dell’autoctonismo lagarino e trentino, ridotto a riserva indiana della vitivinicoltura trentina. Vogliamo costruire uno scenario alternativo e un futuro da protagonisti anche per il Marzemino, per l’Enantio e per il Casetta».

Oltre ad assaggiare i piatti preparati dagli chef e degustare i vini lagarini le persone radunate al Mart hanno potuto assistere a uno spettacolo ispirato propri al Marzemino grazie alla coreografia dell’associazione Step by step.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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