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IL VOTO IN TRENTINO

Elezioni, a Trento
si voterà il 9 novembre

Dopo che il Consiglio di Stato ha escluso l'Udc dal voto , Trento e Bolzano hanno deciso ufficialmente di percorrere due strade distinte per il voto. Il presidente Lorenzo Dellai ha firmato ieri pomeriggio il decreto di rinvio al 9 novembre, ma Bolzano ha deciso di tirare dritto per la sua strada e voterà il 26 ottobre. E adesso - con due date distinte di voto - il rischio di ricorsi che potrebbero invalidare il voto è altissima

TRENTO. Dopo che il Consiglio di Stato ha escluso l'Udc dal voto , Trento e Bolzano hanno deciso ufficialmente di percorrere due strade distinte per il voto. Il presidente Lorenzo Dellai ha firmato ieri pomeriggio il decreto di rinvio al 9 novembre, ma Bolzano ha deciso di tirare dritto per la sua strada e voterà il 26 ottobre. E adesso - con due date distinte di voto - il rischio di ricorsi che potrebbero invalidare il voto è altissima.

Durnwalder è convinto di avere lo Statuto dalla propria parte nel confermare la data del 26 ottobre. Così gli dicono i consulenti e questo ha ribadito agli assessori, ricevendo in cambio l'unanimità dei consensi. Ma nei partiti altotaesini, da sinistra a destra, cresce il fronte dei perplessi. Di chi teme invece che lo statuto parli chiaro nel prevedere elezioni congiunte tra le due province.

Dice il governatore trentino Lorenzo Dellai: «Ci sono due fatti sicurissimi. La norma prevede che le elezioni nelle due province vengano indette, ripeto, indette nello stesso giorno. E questo si fa. E' altettanto sicuro che se, nel corso della legislatura uno dei due consigli provinciali viene sciolto, questa decisione non influenza l'altro che può proseguire nella sua attività», osserva.

Ma c'è anche un margine di insicurezza che, non lo si può negare, espone l'appuntamento elettorale al rischio ricorso (e annullamento del voto): «Il rischio c'è. E riguarda appunto il fatto di andare al voto in due date differenti. Se poi mi si chiede se io preferivo che il voto fosse contestuale, dico di sì, sarei stato più tranquillo. La data del 9 novembre per noi è una data che ci è imposta dalla legge visto che io non ho modo di modificare i 15 giorni che sono previsti dalla pubblicazione dei manifesti elettorali allo svolgimento del voto. Nessuno, come fa la Lega Nord, tenti di accreditare l'idea che sia io a voler spostare il voto: il pronunciamento del Consiglio di Stato, a cui gli uomini di Divina hanno fatto ricorso, ha di fatto cancellato l'atto che prevedeva la stampa dei manifesti. Non esiste più, non è dunque una questione grafica di sbianchettare un partito o altro, ma giuridica. Chi ha fatto ricorso, del resto, sapeva bene che in caso di accoglimentoci sarebbe stato lo spostamento del voto».

Ma torniamo a Bolzano. Il timore è che possano piovere i ricorsi, dopo il voto, di chi cercherà di risollevare in tribunale un risultato deludente. «Ricorsi ci sarebbero stati comunque, anche con lo spostamento», ribattono in Provincia. Si è già fatta avanti Maria Teresa Tomada (Pdl) e si aggiunge Andreas Pöder (Union). Tra i perplessi, Michaela Biancofiore (capolista Pdl): «Non ho alcuna voglia di un rinvio, ma giuridicamente la decisione di conservare il voto al 26 ottobre non sta in piedi. Sono d'accordo con chi dice che la legge è chiara e mi stupisce che la Svp non tenga fede alla sua difesa strenua dello Statuto».

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