Quotidiani locali

Molinari sceglie il Pd
e il Patt sbatte la porta

Nonostante una telefonata in extremis di Dellai e le pressioni della Svp, Claudio Molinari ha aderito al gruppo del Pd in Senato. Niente gruppo delle autonomie, che vede la Volkspartei a braccetto con Totò Cuffaro. Il Patt ha lasciato la riunione di maggioranza convocata da Dellai: "Il centrosinistra autonomista non esiste più"
L'INTERVISTA Andreolli: "Pd, subito le primarie"

TRENTO. Il Patt ha lasciato la riunione di maggioranza nell'ufficio di Dellai sbattendo la porta. Diversi episodi recenti (il fuoco di fila dei Ds contro Muraro in campagna elettorale e la decisione del senatore Molinari di accasarsi con il Pd) hanno fatto saltare i nervi al segretario Ugo Rossi: «Il centrosinistra autonomista non esiste più. Lo dico da tempo. Ora si lavori per ottobre, sul serio, o ne trarremo le conseguenze». E Molinari, nonostante una telefonata fatta da Dellai in persona, non faceva dietrofront.

In zona Cesarini, grazie anche all'arrivo nel gruppo delle Autonomie di Cossiga e Colombo che garantivano comunque il numero minimo di dieci senatori, Molinari non cedeva al pressing politico che gli muoveva da tre giorni Svp e Dellai. Il sindaco di Riva alla fine non si accasava con l'ex presidente della Sicilia Totò Cuffaro. Un gruppo che non accoglierà Ciampi, la Montalcini e Pininfarina che hanno optato per il "misto".

Spiega Molinari: «Oggi pomeriggio ho incontrato la presidente del gruppo senatoriale del partito democratico, Anna Finocchiaro, alla quale ho consegnato il modulo di adesione al gruppo parlamentare medesimo. Ritengo opportuno segnalare che il gruppo delle autonomie presso il Senato della Repubblica si è costituito nella giornata odierna a seguito di una trattativa riservata fra la delegazione senatoriale dell'Svp e la delegazione senatoriale dell'Udc, escludendo qualsiasi mia diretta partecipazione alla trattativa. Da un punto di vista metodologico ho trovato quindi conforto alla decisione di orientare il mio comportamento alle medesime posizioni della scorsa legislatura, quando la mia adesione al gruppo delle autonomie fu conseguente ad un preciso mandato della presidenza dell'allora gruppo senatoriale dell'Ulivo.

In attesa di altri approfondimenti politici sopraccennati, non ritengo opportuno entrare nel merito degli articoli di stampa riservatimi in questi ultimi due giorni da esponenti politici locali trentini, ai quali ha fatto difetto il rispetto dei ruoli, dei tempi e, non da ultimo, è mancata una precisa cognizione di causa sia con riferimento al patto elettorale sottoscritto (al quale, certo, non rinuncio a riferirmi nella mia attività parlamentare), sia con riferimento agli effettivi comportamenti parlamentari dei colleghi sudtirolesi in questa circostanza» osserva il senatore.

Ma per Rossi il caso è apertissimo: «Apprezziamo che Dellai sia intervenuto per fare cambiare idea a Molinari. Ma è politico, più ampio, il nodo che deve essere affrontato con noi del Patt nei prossimi giorni. Sempre se sono intenzionati ad averci in coalizione» sbottava Rossi, dopo aver abbandonato in modo burrascoso la riunione. Insomma il pressing Dellai-Pichler Rolle non convinceva Molinari e metteva ancora più in agitazione il Patt: «Come possiamo stare in un'aggregazione con un assessore Bressanini che invita a non votare il nostro Muraro? Ripeto, servono progetti politici chiari».

Piccola parentesi. Alla riunione di maggioranza di ieri era naturalmente presente anche Bressanini che ha ascoltato senza battere ciglio lo sfogo degli autonomisti: «Non sono affatto pentito di aver detto meglio votare scheda bianca piuttosto che Muraro. Non mi fido di Muraro come, del resto, non mi fido nemmeno di Bezzi. E per quanto riguarda Molinari io sto con il sindaco di Riva. In gruppo con l'Udc Cuffaro io non ci andrei proprio».

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Trento Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia Trentino
su tutti i tuoi
schermi digitali. 2 mesi a soli 14,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.