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IL DOPO ELEZIONI

Pd, Pacher accelera
"Subito le primarie"

Grande fermento nel centrosinistra dopo l'annuncio di Dellai sull'opportunità di varare il Pd anche in Trentino. Due liste per le provinciali: il nuovo soggetto «territoriale» (con la Margherita sciolta) e una lista del Pd. «Regole come nel resto d'Italia», dice Ale Pacher. Dunque, sì alle primarie. E mentre il Pdl cerca un leader per ottobre, in casa Margherita è fuggi fuggi : sindrome Illy

TRENTO. Il sindaco Ale Pacher alla guida del Pd come capolista. Lui, l'interessato, per ora considera solo l'idea di fare l'allenatore della squadra che dovrà essere messa in campo per ottobre. Ma ci sarebbero «pressioni fortissime» affinché il primo cittadino saluti anzitempo Palazzo Thun per candidarsi in Provincia: «Questa scelta dovrà essere fatta con meccanismi partecipativi allargati». Primarie insomma, come dettano le regole del partito di Veltroni. E un punto di domanda sul Comune.

Sindaco, in poche ore si è registrata una svolta politica che pareva avere tempi di gestazione ben più lunghi. Si vagheggiava il 2009, addirittura il 2010. Come valuta questa novità delle ultime ore?
«E' un passaggio molto importante. Abbiamo fatto una serie continua di incontri e di riunioni, sono stati tre giorni praticamente in full immersion. C'è stato poi un segnale forte che abbiamo avuto dalle elezioni».

Beh, non c'è dubbio che si sia trattato di una mezza scoppola quella che avete incassato senza il Pd al Senato. O no?
«Io dico che abbiamo avuto un segnale in positivo. C'è l'assoluta necessità di avere anche da noi una presenza del Partito democratico. A farci capire che dovevamo muoverci in fretta sono state le centinaia di persone, di giovani, che abbiamo incontrato in campagna elettorale. Si sono dati molto da fare per portare il Partito democratico un po' dappertutto. Alla fine si è arrivati a considerare come questa fosse la strada maestra da seguire».

Strada sulla quale avete bruciato un bel po' di tappe.
«Sì ma l'obiettivo strategico però non cambia. L'approdo finale resta comunque il partito territoriale. Noi ora abbiamo bisogno di avere il simbolo del Pd anche qui».

Quindi svanisce ufficialmente il tabù del Pd che fa la sua lista alle provinciali 2008. Ma sarà un partito in salsa trentina, con regole particolari specifiche?
«No, no. Ci sarà la lista del Pd e ci sarà un'altra componente, moderata, che interpreta i settori più tiepidi rispetto a questa prospettiva».

Il rischio, ammetterà, è quello di fare un'operazione di make-up. Che i Ds diventino il Pd e la Margherita il partito territoriale.
«Non ho nessun dubbio che si attuerà invece un forte processo di mescolanza tra i due partiti. Non sarà, vedrete, una semplice cosmesi. L'ho visto bene in questa campagna elettorale, si lavorava già come se ci fosse un unico partito del centrosinistra».

Ma che Pd avremo? Con regole proprie, locali? O strutturato come quello nazionale?
«Non c'è dubbio. Il Pd nazionale si è dato organismi, statuti e regole di ottima fattura. Pensati e condivisi. Non c'è bisogno di inventarsi nulla di diverso. Dobbiamo fare riferimento a quanto di buono è già stato costruito».

Scenari possibili, su cui si ragiona. Lei in Provincia ad ottobre. Capolista del Pd ed eventuale vice di Dellai in caso di vittoria. Cosa c'è di vero?
«E' una scelta non facile, legata a molti elementi. Per decidere se io debba rimanere al governo della città o mettermi a disposizione della coalizione in altro modo dovremo attuare dei meccanismi partecipativi molto ampi. Non è un fatto che va gestito tra pochi. Il meccanismo legato al Pd oramai è in moto. Il mio apporto ci sarà, c'è. Di che tipo lo vedremo assieme».

Per ora lei è il portavoce dei Democratici, manca anche il passaggio che dovrebbe sancire il suo analogo impegno nel Pd, anche solo come coordinatore.
«Come le ho detto, pur nella necessità di muoverci in tempi rapidi, si dovranno attuare meccanismi di ampia partecipazione».

Primarie?
«Lo si deciderà assieme nei prossimi giorni. La gente ci ha indicato la strada, ora tocca a noi dotarci di tutti gli strumenti utili».

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