Rimpianto Moser: «Con un finale così...»

Ciclismo. «A Londra bravo Vinokourov e l’Italia non ha corso male. E’ mancato solo l’uomo che risolvesse la corsa»

    di Luca Franchini

    TRENTO. Col senno di poi, tutti professori, ma in questo caso lo si era detto fin dall’inizio. Moreno Moser, a Londra, avrebbe potuto dire la sua, nettamente il più in forma dei corridori azzurri. Dopo aver visto il finale di corsa, i rimpianti sono ancora maggiori, così come lo sono, di conseguenza, le possibili critiche nei confronti delle scelte fatte dal ct Bettini. Non certo da parte di Moreno Moser, che applaude l’Italia, ma che, al tempo stesso, rimpiange di aver dovuto vedere la gara in tv. «Sicuramente mi sarebbe piaciuto esserci – spiega il 21enne di Palù di Giovo, attualmente in ritiro a Passo San Pellegrino in attesa del ritorno alle corse, in programma poco dopo Ferragosto al Tour of Colorado -. Premetto che non era così scontato che io riuscissi ad essere nella fuga decisiva, ma ho visto che chi voleva esserci, c’era. Vedendo la corsa in tv, ovviamente, è tutto più facile, ma fossi stato lì nel finale sarebbe stata davvero una bella occasione per me. E penso che non avrei sfigurato». Non è falsa modestia quella di Moreno, ma semplicemente la consapevolezza che, con la forma mostrata al recente Giro di Polonia, nulla era impossibile. Soprattutto se si pensa che uno dei corridori che aveva rimontato e battuto nella tappa finale della corsa polacca, Rigoberto Uran, ha conquistato la medaglia d’argento. «Sono contento che abbia vinto Vinokourov – aggiunge il cembrano -. In primis per lui, ma soprattutto perché se avesse vinto Uran, un corridore che avevo battuto pochi giorni prima della gara olimpica, il rammarico per non esserci stato sarebbe stato ancora maggiore. Peccato, invece, per Fabian Cancellara: è un corridore che anima le corse e il finale sarebbe stato sicuramente più bello con lui». Analizzando, invece, la corsa e il suo sviluppo? Tutti parlavano di vittoria già scritta di Cavendish. Non è andata così. «L’Inghilterra si è presa troppo presto la responsabilità di chiudere su tutti i tentativi di fuga, ma non è facile pensare di vincere una corsa in 4 contro 30. Forse erano troppo sicuri di farcela». E l’Italia? Come ha corso secondo lei? «Non mi pare abbia corso male – conclude Moreno -. Tutti pensavano ad un arrivo in volata e, pertanto, penso sia stata giusta la scelta di portare due velocisti. Nella fuga finale, quella decisiva, c’erano invece i due corridori più forti, Nibali e Paolini. L’Italia non ha corso male: mancava l’uomo che poteva risolvere quel tipo di finale di corsa». Un nome a caso? Moreno Moser. Ancora giovane, ok, ma in quel finale ci sarebbe stato davvero bene. Anche perché le Olimpiadi arrivano una volta ogni quattro anni e non è detto che la forma, a Rio De Janeiro, possa essere la stessa. Era una carta da giocare, che Bettini ha preferito tenere nel mazzo per il Mondiale di Valkenburg. E in quel mazzo potrebbero starci tranquillamente anche Matteo Trentin e Daniel Oss.

    29 luglio 2012
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