Vince Pellizotti Gli applausi vanno a Moser

Esaltante prova del neopro nella difficilissima gara tricolore: terzo con qualche rimpianto

    BORGO VALSUGANA. Un bronzo che vale platino. Quale? Quello conquistato ieri da Moreno Moser al campionato su strada per professionisti, prova clou della Settimana Tricolore. Sui gradini più alti del podio Franco Pelizotti (Androni) da poco rientrato da una discussa squalifica e Danilo Di Luca (Acqua e Sapone) di nuovo in sella dopo essere stato appiedato da questioni legate al doping.

    Insomma due marpioni al traguardo e poi il giovanissimo neo pro di Palù, autore di un’altra prova matura e convincente a dispetto dei suoi 21 anni. Il tutto di fronte agli occhi interessati del ct della nazionale Paolo Bettini e della Federazione Renato Di Rocco entrambi alla fine prodighi di complimenti per l’enfant prodige. Con il prImo che spiegava di aver ricevuto dal tricolore importanti indicazioni in ottica mondiale sulla tenuta alla distanza lunga del neo pro trentino in prospettiva campionato del mondo.

    Un terzo posto, quello di Moreno, che assume sapore dolce amaro alla luce di un campionato italiano duro come un mondiale (15 i corridori arrivati al traguardo) e di una gestione di gara della Liquigas che ha fatto storcere il naso agli esperti: «Io sono contento per come è andata.... ho ricevuto ulteriore morale, ora so che posso dire la mia anche su distanze elevatissime, sopra i 250 chilometri, e con un dislivello da tappone dolomitico. Se fossi partito capitano? Beh - si stringe nelle spalle il vincitore di Laigueglia e Francoforte - forse qualche cosa sarebbe cambiata...»spiega Moser.

    Il direttore sportivo dei verdeblù Stefano Zanatta ammette senza problemi: «Sì, alla luce dei fatti avremmo potuto puntare su Moser capitano, ma la schedina del totocalcio al lunedì sono tutti bravi a farla. Avevano tre o quattro soluzioni sulla carta, quella di Nibali, quella di Moreno e pure quella di Ratto se fosse arrivato un gruppetto in volata. Abbiamo fatto qualche errore. Il guaio di questa corsa è stato quello di non avere le radioline per parlare con i corridori. Avrei voluto, per esempio, che Daniel Oss, ormai finita la sua azione, attendesse Nibali e Moreno e li tirasse dentro la fuga di Scarponi».

    Ma questa è un’altra storia , cotroversa. Riavvolgiamo invece il nastro della vicenda. E nel farlo si deve dare atto del

    coraggioso attacco solitario all’ultimo giro di Pelizotti che ha anticipato di una manciata di secondi Danilo Di Luca (Acqua & Sapone), Moreno Moser (Liquigas) e Giampaolo Caruso (Katusha).

    Tocca dire che la mattinata, flagellata dalla pioggia, è stata animata da una fuga, ad altissima presenza di velocisti, di 13 ardimentosi votati al sacrificio.

    Ma il bello della faccenda è andato in scena quando, ad un centinaio di chilometri dall’arrivo, si è mossa una coppia per la verità piuttosto inconsueta di atttaccanti: composta da Michele Scarponi (Lampre) e dal perginese della Liqugias Daniel Oss . Ai due, per un certo periodo, si sono agganciati alcuni reduci della fuga mattuttina, con lo scalatore marchigiano apparso molto determinanel far valere le proprie doti sulla salita diTelve quando, rimasto in testa con Oss e De Marchi, ha deciso di andarsene da solo a circa 30 km dall'arrivo.

    Da qui in avanti, uscito pure il sole, è stato un susseguirsi di attacchi alle spalle di Scarponi, con Matteo Montaguti (Ag2r) primo a rompere gli indugi assieme a Salvatore Puccio (Sky).

    Ma come i giochi si sono fatti duri sono entrati in azione i big. E che rumba: la Liquigas si è riportata sotto con la sua coppia regina, ovvero Vincenzo Nibali e Moreno Moser ,ce si trascinavano dietro Domenico Pozzovivo, il redivivo Pelizotti, Giampaolo Caruso e Di Luca.

    La coppia ha provato a far valere la superiorità numerica ma Moreno spendeva tanto nel tappare tutti buchi ed uno scatto poco convinto di Nibali testimoniava una condizione non brillante del siciliano. Ma la zampata decisiva, a cavallo dell'ultimo giro, era quella di un brillante Pellizotti. Alle sue spalle Caruso, Moser e Di Luca provano a reagire a turno ma senza successo, cosegnando così la vittoria nelle mani del corridore veneto. Ma il tricolore parla aldilà della classifica.

    24 giugno 2012
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