Lista sulle donne dell'Est, la Rai chiude la trasmissione di Paola Perego

"Parliamone... Sabato" cancellata dopo le polemiche per la puntata in cui si discuteva dei motivi per cui scegliere una fidanzata dell'Est Europa. «Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano», ha detto il direttore generale di viale Mazzini, Antonio Campo Dall’Orto

Per il focolare domestico meglio una donna dell’Est europeo che un’italiana o di un altro Paese: perchè quelle che provengono dalle terre dell’ex cortina di ferro sono «mamme, casalinghe perfette, sempre sexy, disposte a farsi comandare dal loro uomo». E poi - cosa non da poco - perdonano il tradimento, non frignano e non si appiccicano e dopo il parto recuperano un fisico tonico. Se c’era una bomba che potesse mettere a soqquadro la Rai, eccola servita su un piatto d’argento sabato 18 marzo nel pomeriggio con cartello di un sondaggio andato in onda sugli schermi di RaiUno durante la trasmissione ’Parliamone...sabato' condotta da Paola Perego.

"Perché scegliere le donne dell'Est": la lista di RaiUno Polemica sui social per il dibattito televisivo sul "fascino delle donne del''Est" nel pomeriggio di "Parliamone sabato", rubrica di "La vita in diretta" condotta da Paola Perego su RaiUno. In particolare, a infuocare le reazioni sul web, tra incredulità e insulti, è stata la lista "I motivi per scegliere una fidanzata dell'Est", commentata con gli ospiti in studio(RaiPlay)

La Rai ha deciso la chiusura della trasmissione. «Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano», dichiara il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto. «Occorre agire ed evolversi. La decisione di chiudere ’Parliamone... Sabatò non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato. È anche - prosegue il dg di viale Mazzini - una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai1 sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo». Questo - conclude Campo Dall’Orto - «al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione». E a sua volta il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, aggiunge: «Rinnovo le mie scuse più sincere per quanto accaduto e ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del Servizio pubblico».

L'eco mediatico e politico era stato immediato, con una raffica di prese di posizioni e un invocare più o meno generalizzato di provvedimenti disciplinari per tutta la filiera gerarchica della rete.

Reazioni dalla politica, dalla commissione di Vigilanza, dall’Usigrai, dalla commissione Pari Opportunità della Fnsi, dall’Aiart, per citarne alcune. La presidente Monica Maggioni e il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, non hanno fatto giri di parole o cercato attenuanti. Quelle frasi sono state come «un ritorno allo sguardo del Medioevo sull’universo femminile». Un «errore gravissimo, anche perchè - ha detto la presidente - ritornano atteggiamenti che però non sono quelli della Rai rispetto alla donna e nell’impegno del servizio pubblico». E quanto accaduto «è una vicenda che ci vedrà coinvolti anche in fatto di provvedimenti da adottare».

Fabiano ha affidato a un tweet le sue scuse a tutti «per quanto visto e sentito a #Parliamonesabato», riconoscendo che «gli errori vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma»

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