«Ferrari» cresce nonostante la crisi

In un difficile 2011 il bilancio chiude con un +4%. Bene l’estero. Fatturato a 57,6 milioni

    di Carlo Bridi

    TRENTO. Nonostante il difficile momento economico Casa Ferrari ha chiuso il bilancio del 2011 con un più 4%, con un rafforzamento del marchio, in particolare oltre confine dove le vendite sono aumentate del 25%.

    Matteo Lunelli, alla guida del Gruppo, ha presentato all’assemblea dei soci della holding il suo primo esercizio in veste di presidente delle Cantine Ferrari. Il fatturato ha raggiunto i 57,6 milioni di euro. Oltre che sui mercati “storici” di Germania e Giappone, si segnala l’ottima performance di Ferrari nei paesi scandinavi. «E’ molto importante per noi la crescita riscontrata oltre confine - spiega Matteo - in quanto la sfida oggi è quella di fare della Ferrari un marchio globale, simbolo dell’arte di vivere italiana. Anche per il primo semestre del 2012 stiamo tenendo gli obiettivi dell’esportazione che chiuderà l’anno con un più 20-30%».

    «Oltre all’estero» - prosegue Lunelli - «manteniamo la leadership in Italia dove la crescita è un risultato particolarmente significativo quando si consideri che nel corso dell’anno 2011 si sono contratte le vendite sia di metodo classico sia di champagne. Nel canale horeca (hotel, ristoranti, caffè,) che soffrono particolarmente per la crisi dei consumi, si registrano comunque volumi stabili corrispondenti ad un incremento di mercato. Tale risultato - sottolinea il presidente - è ascrivibile anche al successo del Ferrari Perlè Nero e Ferrari Riserva Lunelli».

    Il valore qualitativo dei Trento Doc della famiglia Lunelli trova riscontro in alcuni importanti riconoscimenti ottenuti all’estero nel 2011, in Germania ad esempio, il Ferrari Brut è risultato al primo posto nella classifica dei metodo classico dalla tedesca Weinwirtschaft, che lo ha pure incluso nei “100 Vini Top dell’Anno”. Inoltre in America Ferrari è stata ancora una volta l’unica bollicina italiana ammessa al “Wine Spectator Grand Tour. Lunelli ricorda ancora «l’alto profilo istituzionale con il ruolo di primo piano che Ferrari ha avuto l’onore di assumere in occasione della celebrazione per i1 150° anni dell’Unità d’Italia».

    E per l’anno in corso come vanno le cose? «Per l’estero proseguiamo molto bene, meno per l’Italia dove siamo in leggero calo, ma il primo semestre non è mai stato significativo per noi» - afferma Lunelli. «Come quota di mercato siamo sempre leader in Italia, interessante il mercato svedese anche per questo primo semestre,e quello americano.

    Infine un pizzico di polemica sulla gestione dell’istituto “Trento Doc”. «La fase attuale è delicata. L’istituto deve ritrovare maggiore autonomia decisionale e rivendicare un ruolo di eccellenza per le bollicine trentine».

    07 agosto 2012
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