TRENTO. Dichiara l'inizio della svolta, preconizza il colpo d'ala, annuncia nuove alleanze. Giovanni Di Benedetto è un vulcano, ha costruito un gruppo di lavoro “di alta qualità e di larga esperienza”...
TRENTO. Dichiara l'inizio della svolta, preconizza il colpo d'ala, annuncia nuove alleanze. Giovanni Di Benedetto è un vulcano, ha costruito un gruppo di lavoro “di alta qualità e di larga esperienza”, la vicinanza di Borrelli lo “rassicura” e la competenza finanziaria del neo consigliere delegato Lorenz lo “tranquillizza”. «La vera novità sta nel fatto che ora sarà il consiglio ad indicare la rotta. Le nuove direttive, del resto, sono chiare: la responsabilità civile e penale è degli amministratori, non del management. E così sarà».
Parliamo di alleanze. La Cooperazione è fuori...
Non è così, la vice presidenza di Guido Conci dice il contrario. Marega e Senesi hanno dovuto lasciare per incompatibilità e con Diego Schelfi mi vedo di frequente.
Ma i progetti di collaborazione con le Rurali non sono decollati come previsto.
Diciamo le cose come stanno, le Rurali prima parlano con noi poi si alleano con Assimoco. Capiamo le ragioni, ma c'è qualcosa che non va, qualcosa che va registrato meglio. Ecco, Itas è sempre stata e continua ad essere pronta a sedersi al tavolo per ridefinire i rapporti.
Con l'ipotesi di Itas Holding? Chi la controllerà?
Chiariamo subito: è un progetto appena abbozzato, il consiglio non se n'è ancora occupato, ma se mai decollerà la holding sarà sempre controllata da Itas. Sarà uno strumento per accogliere nuove risorse ed aprire il gruppo a nuove alleanze comprese – sarebbe un segnale importante – presenze istituzionali. Penso alla Provincia di Trento. L'idea generale, comunque, è di portare risorse esterne in Trentino cosa che già accade grazie ad alcuni nostri soci, come Sparkasse e Banco Popolare di Cividale. Sempre a proposito di risorse ricordo che se nel 2010 le attività del gruppo hanno generato allo Stato entrate fiscali 49 milioni di euro, nel 2011 la cifra è salita a 62 milioni, i nove decimi dei quali sono di spettanza del bilancio provinciale. Come si vede, Itas è un buon contribuente. Per completare aggiungiamo anche due milioni e mezzo di sponsorizzazioni ed un milione alla Cassa Antincendi.
Parliamo di investimenti immobiliari. Entro l'anno la sede delle Albere sarà completata, nel 2013 il gruppo si trasferirà lungo l'Adige. Cosa succederà del palazzo di via Mantova?
Alle Albere occuperemo 10 mila metri quadrati di uffici, qui ne lasceremo 7 mila. Mi è sembrato doveroso parlarne con il sindaco Andreatta e con il presidente Dellai, si tratta di volumi notevoli ed in una posizione centrale. E' una questione aperta, ma non sfugge che l'occasione consente di riqualificare uno spazio vitale del centro cittadino.(r.c.c.)
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