Minor impegno di risorse pubbliche per l’acquisto
TRENTO. Il lease back cambia faccia. La scarsa disponibilità di liquidi e la necessità di investire i soldi pubblici su più fondi ha convinto la Provincia a modificare il meccanismo di finanziamento che fino ad oggi è stato usato parecchie volte. Praticamente si tratta di un aiuto pubblico a quelle società a corto di liquidi per poter proseguire l’attività, ma abbastanza solide da avere un patrimonio immobiliare da far fruttare. E così l’ente pubblico comprava lo stabilimento ottenendo una buona garanzia, dando all’impresa i soldi liquidi necessari per fare nuovi investimenti o avviare nuove produzioni. Al termine del periodo difficile, la stessa impresa avrebbe potuto riprendersi lo stabilimento. Il difetto di questa operazione sta nel fatto che l’ente pubblico è costretto ad immobilizzare una notevole qualità di risorse, togliendole inevitabilmente da altri fronti. Ora il meccanismo sarà diverso: Trentino sviluppo acquisterà il diritto d’acquisto dello stabile, versando solo il 10% del valore totale. Quel denaro non andrà però all’azienda, bensì al Confidi che con tale garanzia in mano potrà erogare un prestito dieci volte l’importo versato. Più o meno, dunque, si ottiene lo stesso obiettivo ma impiegando risorse pubbliche 10 volte inferiori.
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