AMBIENTE
Viaggio a Ischia Podetti
35 anni di rifiuti
di Andrea Selva
TRENTO. Da 35 anni ormai Ischia Podetti è la
pattumiera del Trentino. Cominciammo nel 1974 a portare i rifiuti
in quelle campagne sulla Destra Adige, le più infelici perché sono
le prime dove tramonta il sole. All'inizio si trattava solo di
riempire buche con il pattume e poi stenderci sopra un metro di
terreno da livellare e coltivare come se nulla fosse.
Nel 1982 le prime norme imposero almeno di impermeabilizzare l'area
(fino ad allora era il far-west) ma è negli anni Novanta che a
Ischia Podetti cominciano a crescere le montagne di rifiuti, come
quella piramide di 450 mila metri cubi che si vede a nord
dell'area, cresciuta dal 1991 al 1994 con l'arrivo di quattro anni
di spazzatura.
Gli anni successivi sono una storia di passi avanti e indietro alla
ricerca di una soluzione per il pattume della città, come quelle
cataste di eco-balle che si vedevano dall'autostrada: stavano lì in
attesa di essere bruciate nell'inceneritore (molti pensano che
siano lì ancora) finché vennero trasportate nel Mantovano e nel
Comasco per essere smaltite.
Erano anni in cui a Ischia Podetti arrivavano i rifiuti di mezzo
Trentino, alimentando a vista d'occhio la collina centrale (lotto
2) che attualmente conta 1 milione e 500 mila metri cubi di
rifiuti. Lassù si può salire in auto, percorrendo un paio di
tornanti scavati tra le pareti di rifiuti in cui - strato dopo
strato - si potrebbe leggere la storia consumistica della
città.
Carlo Realis Luc - dirigente della Dolomiti energia, società a cui
è affidata la gestione - ricorda che su quella "collina" portavano
in pullman gli scolari delle elementari (meglio prenderli da
piccoli) perché capissero che la spazzatura non svanisce per magia
una volta gettata nel bidone. Ora le visite sono sospese perché
mentre si infiamma il dibattito sull'inceneritore Ischia Podetti
deve pensare al suo futuro e ferve il cantiere per fare spazio al
pattume che produrrà la sola città da qui al 2012-2013 (quando è
previsto l'esaurimento). Ecco così il lotto 3 (850 mila metri cubi
che serviranno però solo per riorganizzare l'area) e infine il
lotto 4 (altri 250 mila). A questo punto sui 35 ettari di spazio
dell'area (il triplo dell'area Michelin, pari a 60 campi da calcio)
resterà posto solo per l'inceneritore.
Chi crede che una discarica sia solo un enorme mucchio di rifiuti
cambierebbe idea dopo una visita all'impianto, con i tubi del
percolato che - sottoterra - raccolgono gli scarichi liquidi e li
convogliano in un laghetto in attesa di finire al depuratore.
Oppure gli sfiati del gas che spuntano dal terreno.
Il viaggio dei nostri sacchi di spazzatura dal cassonetto a Ischia
Podetti passano da Rovereto, dove i rifiuti della città vengono
triturati e selezionati: solo il 60 per cento torna a Trento e
finisce in discarica. Sono 180 metri cubi al giorno, due camion con
rimorchio. Ce n'è per quattro anni, ma ogni volta che un trentino
infila i propri rifiuti nel bidone della differenziata (invece che
nel cassonetto del residuo) allunga la vita di Ischia Podetti di
qualche istante, pochi secondi appena che però - favorevoli o
contrari all'inceneritore - possono fare la differenza.
(20 ottobre 2009)