Targhe Egger: il nostro giornale premia il ciclismo di Trento e Bolzano
Festa dello sport alla Cantina La Vis in occasione della consegna dei riconoscimenti messi in palio da Trentino e Alto Adige
di Ugo Zucchermaglio
TRENTO. Nel salone convegni della «Cantina La Vis
- Valle di Cembra» di Lavis, affollatissimo, festa grande per il
ciclismo delle province di Trento e di Bolzano, in occasione della
consegna (si trattava della cinquantesima edizione della
manifestazione), delle Targhe messe in palio dai quotidiani
Trentino e Alto Adige e dedicate alla memoria di Augusto Egger.
Ancora una volta l’invito dei promotori della manifestazione è
stato accolto nel migliore dei modi. Nel salone si è ritrovato, e
questa della consegna delle Targhe che hanno mantenuto integra la
loro valenza regionale è un’occasione unica, nell’anno, in cui
possa avvenire, tutto il ciclismo delle due province, con un
consigliere nazionale, i suoi vertici federali, i suoi dirigenti di
società, direttori sportivi, atleti e atlete, famigliari, sportivi,
oltre alle graditissime autorità amministrative e politiche. I due
quotidiani che hanno portato avanti per ben cinque decenni questa
iniziativa in appoggio all’attività ciclistica che era nata nel
lontano 1960, e che intendono proseguirla, erano rappresentati dal
condirettore Alberto Faustini, dal caposervizio della redazione
sportiva Valentino Beccari, con Paolo Silvestri e altri giornalisti
delle pagine sportive del Trentino e dell’Alto Adige.
Le nostre classifiche, nella loro ormai
cinquantennale storia, hanno registrato puntualmente l’evolversi
del ciclismo regionale e lo hanno accompagnato nel suo progredire.
Agli inizi prendevano in esame i risultati, oltre che delle società
ciclistiche, di solo tre categorie; ora sono giunte a seguirne e a
premiarne ben nove, cinque maschili e quattro femminili, sempre
naturalmente oltre alle società.
I partecipanti hanno accolto con commozione e grande rammarico e
con un minuto di silenzio la notizia portata dal consigliere
nazionale Renato Riedmüller della morte di Franco Ballerini, ct
della Nazionale azzurra del ciclismo, rimasto vittima dell’uscita
di strada della vettura di cui era copilota, mentre partecipava
appunto come navigatore ad un rally.
Nel corso dei vari interventi (ne sintetizziamo alcuni nella
pagina a destra), è stata sottolineata l’importanza che l’i
niziativa dei giornali Trentino e Alto Adige ha avuto e continua ad
avere per il ciclismo regionale, il valore non solo numerico ma
anche qualitativo che questo sport ha raggiunto in regione, l’a
ttività delle varie società operanti nel settore con il contributo
attivo delle famiglie, l’appoggio che le varie amministrazioni
danno e intendono dare per favorirne l’attivita, la sua valenza non
soltanto sportiva ma anche di formazione educativa.
Infine, applaudito, l’annuncio da parte del condirettore Alberto
Faustini, che il traguardo dei cinquant’anni non sarà quello finale
dell’iniziativa. Esso ha rappresentato solo una, anche se
esaltante, tappa di una lunga storia che proseguirà.
Poi gran finale con l’applaudita passerella dei nove campioni e
fra le società dell’Us Aurora, che ha primeggiato per il secondo
anno consecutivo e che aveva allineato sul tavolo della presidenza
alcune delle più antiche targhe vinte, compresa quella del 1960, la
prima in assoluto e prima di una lunga serie di quelle conquistate
in questi cinque decenni dalla società trentina.
(08 febbraio 2010)