Sopravvissuto sotto la valanga: "Sepolto vivo, mi mancava l'aria"
La testimonianza di Stefano Bianchini, travolto sulla Vigolana sotto gli occhi del figlio
TRENTO. «Non c’era più aria. Non respiravo e sono
svenuto». Stefano Bianchini, 49 anni, agricoltore di Vigolo Vattaro
può essere definito a buon diritto un miracolato. Ieri pomeriggio
poco prima delle tre è stato travolto da una slavina sulla
Vigolana, tra Malga De Rocca e Località Ceriola, mentre stava
scendendo su un canalone in compagnia del figlio Andrea. L’uomo se
l’è cavata con tanto spavento, ma se l’è vista brutta. E’ rimasto
sotto un metro e mezzo di neve e senza respirare per un quarto d’o
ra. Quando lo hanno tirato fuori era in ipotermia, completamente
blu. Deve la vita al cane Bay, di razza Deutsch Langhaar, e alla
celerità di tutta la macchina dei soccorsi. Così può raccontare la
sua disavventura.
Alla moglie accorsa al pronto soccorso insieme ad amici e parenti
Bianchini ha spiegato: «Stavamo scendendo per un canalone, quando
mi sono reso conto che era troppo pericoloso. Ho fatto appena in
tempo a dire ad Andrea che era troppo pericoloso e che dovevamo
tornare indietro. Poi è venuta giù la slavina. Mi ricordo solo che
mi sentivo come sepolto vivo. Non mi potevo muovere e mi mancava l’a
ria. Non ce n’era proprio più. Poi penso di essere svenuto».
Bianchini e suo figlio stavano scendendo a piedi. Avevano con sé i
ramponi, ma non le ciaspole. Non erano dotati di arva e questo
poteva rendere le cose più complicate. A un tratto si è staccata
una valanga larga 30 metri e lunga quattrocento. Il ragazzo ha
fatto in tempo a mettersi da una parte. Il padre, invece, è stato
travolto. Andrea non si è perso d’animo. Ha subito chiamato con il
telefono cellulare il 118 e poi suo zio Franco. Alla madre il
giovane ha raccontato: «Non vedevo più papà. Non sapevo dove fosse
finito». Nel giro di pochi minuti, è arrivato da Mattarello l’e
licottero del 118. Sono scesi con il verricello il medico
rianimatore Matteo Zucco e l’operatore del soccorso alpino Enrico
Rizzardi con il cane da valanga Bay. Quando sono arrivati, i
soccorritori hanno trovato Andrea che stava disperatamente scavando
a mani nude. Però, proprio nel punto in cui era sepolto l’a
gricoltore c’era un lastrone di ghiaccio, quindi avrebbe potuto
fare ben poco.
Per fortuna Bay ha subito individuato il punto in cui si trovava
Bianchini. Quando è stato tirato fuori, l’agricoltore era in
arresto cardiaco. Aveva una temperatura corporea di 31,2 gradi. Il
medico lo ha ventilato con lo speciale pallone che si usa in questi
casi. Le manovre sono durate qualche minuto. Poi Bianchini ha
ripreso conoscenza. I vigili del fuoco hanno accompagnato Andrea a
casa. Bianchini è stato portato in elicottero al pronto soccorso
dove è stato sottoposto a tac. Fuori lo aspettavano la moglie e una
decina tra parenti e amici. Dopo i controlli ha parlato con la
moglie: «E’ tutto ghiacciato. Lo terranno in osservazione perché è
in ipotermia, ma lo dimetteranno già martedì».
(08 febbraio 2010)