TECNOLOGIA
Salvetti ha fatto "Bing"
un roveretano in Microsoft
ROVERETO. Il futuro di motori di ricerca in
internet si chiama Bing. Il colosso Microsoft ha investito una cosa
come 100 milioni di dollari sul progetto di Powerset. Nel ristretto
staff lavora l'informatico roveretano
Franco Salvetti.
Powerset è l'azienda di software "intelligenti" fondata a San
Francisco dall'italiano Lorenzo Thione, che tra i trenta
specialisti del suo staff ha voluto l'informatico roveretano.
Sull'ultimo numero di
Wired, la
rivista "cult" per gli amanti dell'alta tecnologia, salvetti
racconta la sua entusiasta adesione al progetto, quando due anni fa
fu tra i primi assunti dell'impresa di Thione.
Salvetti, da ormai sette anni negli Stati Uniti, lavora ad alto
livello nel campo dell'informatica. Si occupava di ricerche di
mercato studiando i blog di Internet e lavorava per il colosso
Google quando è stato convocato da Powerset. Sulle pagine di Wired
racconta di aver capito subito la portata della novità.
Per i non adepti della rete, Google - ad oggi il più utilizzato
motore di ricerca nel mondo - lavora sulle parole chiave,
analizzandone la ricorrenza nei siti e ordinandole in senso
quantitativo: quanto più ricorrono in una pagina web, tanto più
questa sarà in cima alla lista dei risultati. Powerset va oltre:
vuole mettere in grado l'utente di interrogare in maniera diretta
la rete. Per capirsi, se di desidera conoscere un dato preciso
basta formularlo come una domanda. Digitando ad esempio sulla
tastiera «Dove vendono il prodotto X a Rovereto?».
In sostanza si tratta di rendere più facile la vita ai navigatori
della rete. La Microsoft ha intuito le enormi potenzialità del
progetto - che si chiama Bing, crasi di "big thing", la "cosa
nuova" che attraverso il ricorso si propone di battere il leader
del settore Google - e nel luglio del 2008 ha concluso la
trattativa per aggiudicarsi Powerset. Bing, il motore di ricerca,
per ora funziona a pieno regime nella versione americana, mentre in
Italia e nel resto del mondo è in versione "beta", cioè allo stadio
sperimentale. Ogni versione va lavorata da un apposito team che
sviluppi il programma sulle particolarità della lingua a cui è
applicata. Per ogvi motivi, verrannop prima sviluppate le versioni
cinese, spagnola e francese, mentre per quella italiana bisognerà
aspettare la fine del prossimo anno.
(28 ottobre 2009)