LO SPOT
Ottocento comparse
per la "mela umana"
di Giacomo Eccher
CLES. Una grande mela in rilievo sulla verde
prateria dei Sette Larici di Coredo formata da 822 soci con le loro
facce «vere» di frutticoltori. Questo lo spot "la grande mela"
della campagna 2009-2010 di Melinda che sta bersagliando tivù e
giornali nazionali. Nello spot, protagonisti sono i soci del
Consorzio che in occasione del 20º compleanno del marchio ha voluto
mostrare le facce di quanti, coltivando le mele nonese, rendono
unico e riconoscibile il bollino blu tra la massaie d'Italia ed
oltre.
Sono 822 frutticoltori, cinquanta per ognuna delle 16 cooperative
di Melinda scelti in rappresentanza delle 5.200 famiglie di
produttori, gli attori che nello spot tivù formano una "grande
mela" ripresa in un unico piano sequenza che dal dettaglio si apre
a tutto campo, a riprendere dall'alto la "grande mela" umana. Il
tutto, commentato dalla voce di Lella Costa. La campagna sui
giornali prevede invece la foto della Grande Mela formata dai
melicoltori della Val di Non. Incredibile per il numero dei
soggetti stipati in uno spazio di soli 13 metri di diametro: dietro
c'è la bravura di una équipe targata «Nitida Immagine» che ha
saputo tradurre in immagine l'idea pensata dalla responsabile
marketing di Melinda, Paola Zanella.
«Per i vent'anni volevamo un messaggio ai consumatori in cui
fossero gli stessi produttori a raccontare Melinda, poi i tecnici
l'hanno attuata mi pare con molto successo», spiega la Zanella.
All'inizio si pensava di coinvolgere 150-200 persone selezionate
preventivamente con un provino; poi, per una questione di equilibro
di rappresentatività, il numero è lievitato con la scelta finale di
affidare il compito a 50 soci di ognuna delle 16 cooperative.
Appunto le 800 e più persone (ne sono arrivate di più, e non si
voluto lasciare fuori nessuno...) che domenica 26 luglio con 16
pullman sono sbarcate ai Sette Larici dove l'équipe aveva preparato
uno speciale set di ripresa e tracciato sull'erba i contorni della
grande mela, con gambo e foglia.
«Quando ho visto arrivare in serie i pullman e l'enorme numero di
persone mi sono messo le mani nei capelli, un conto sono i numeri
sulla carta un altro è la realtà» - racconta il regista
dell'operazione, Sandro de Manincor, direttore di Nitida Immagine.
«Per dare un'idea, 150 soci formano le foglie (maglietta verde),
una quarantina nel picciolo (maglietta marrone) e oltre seicento
nella mela (maglietta gialla), sui bordi perfino alcuni con la
maglietta gialla striata di arancione per rappresentare la tipica
faccetta rosa delle golden della valle di Non - racconta il regista
- facile a dirsi, ma tenere quasi immobili 800 persone sorridenti e
orientate tutte verso lo stesso obiettivo in un angusto spazio per
quasi due ore sotto il sole di luglio è stata un'impresa. Ma i soci
hanno saputo sopportare stoicamente fino all'ultimo scatto».
Poi verso le undici, finalmente il rompete le righe, e la massa
gialla si è dispersa nell'ampia prateria dei Sette Larici. «Solo in
quel momento mi sono reso conto di quante persone erano davvero
entrate nella mela, e se non l'avessi visti con i miei occhi
nemmeno io ci crederei». Ora i volti sono lì tutti riconoscibili
uno ad uno.
«Abbiamo usato un braccio mobile da 13 metri, uno dei maggiori in
commercio e 18.000 watt di lampade per correggere l'effetto ombra e
rendere tutti i volti perfettamente riconoscibili uno per uno»,
spiega il regista. C'erano alti, bassi, magri e grassi. Il
picciolo, ad esempio, finisce con il signor Riddo, presidente della
cooperativa di Cles, oltre due metri di statura. Le riprese -
ricorda De Manincor - le ha ripetute venti volte prima di trovare
quella perfetta, poi ne ha fatta una ventunesima ma poi basta. Per
il disturbo, gli 822 soci hanno ricevuto un buono acquisto da 50
euro da spendere al Mondo Melinda di Segno, e un camioncino di
acqua minerale che è sparito in un baleno a fine riprese.
(04 novembre 2009)