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sabato 20.03.2010 ore 22.17
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L'INTERVISTA

Mosna: "E ora uno sponsor
per l'assalto alla Champions"

Il presidente si gode il successo, ma guarda già avanti: voglio il titolo continentale
di Paolo Silvestri
TRENTO. I baffi sono rimasti lì, al loro posto, anche se lo scudetto è arrivato. In fondo, non lo aveva mica promesso. Il taglio dei baffi s'intende, ché lo scudetto invece sì aveva detto di volerlo regalare a se stesso ed ai trentini. È raggiante il "Numero uno", il capo della banda di Trentino Volley. Il "Giugiaro" del "progetto tricolore a Trento". E ciarliero il giusto. Quel tanto insomma che sta tra il "si deve" ed il "per me è un piacere". E, con una vena pragmatica da sportivo che non dimentica di essere imprenditore, compie un rapido viaggio lungo otto fantastici stagioni.

Presidente, si è reso conto di cosa è successo?
«Fra sms, telefonate, mail e fax direi proprio di non esserci riuscito se non parzialmente».

Lo scudetto non lo ha ancora metabolizzato, ma la soddisfazione è facile intuire...
«È immensa. Come potrebbe non essere così?».

Quale è la cosa che le ha dato più piacere?
«La gente sicuramente. Ogni volta è una sorpresa. È il successo di tutta una collettività. Ho la consapevolezza che è stato fatto qualcosa che rimarrà ed è di tutti. Credo che anche i miei colleghi dovrebbero andare in questa direzione. Operiamo su un territorio al quale dobbiamo restituire qualcosa. E lo sport è uno strumento importante per farlo. Non è semplice trasmettere questo concetto, ma forse questo scudetto potrà aiutare a rafforzare questo modo di pensare e operare».

E questo significa muoversi all'interno di un progetto preciso e non semplicemente inseguendo un sogno.
«Anche i sogni però bisogna organizzarli. Un obiettivo può rappresentare un sogno. Noi li chiamiamo comunque obiettivi: di vincere nel nostro caso. E questo "target" quando non lo raggiungi può trasformarsi in sogno».

Otto anni, ora lo scudetto, cosa le rimane?
«La convinzione di aver fatto qualcosa di buono. Non solo per il titolo conquistato, ma per il seguito che abbiamo avuto, per il lavoro nelle scuole e quello nel settore giovanile. L'aver ampliato l'interesse verso la pallavolo, che ora è al 18% quanto a giovani che la praticano».


In estate avete fatto scelte coraggiose, in particolare quella dell'allenatore.
«In tutti i settori si deve tentare l'innovazione. Ci si riempie sempre la bocca di parole, ma poi non si ha il coraggio di concretizzarle. Nella gestione di una impresa parlare di ricerca, sviluppo e innovazione è comune, ma applicarle è sempre difficile. Anche nello sport andrebbero sempre applicate. Trentino Volley ha avuto il coraggio di farlo credendoci. La vita poi è anche fatta di incontri, occasioni e di intuito. Penso di aver avuto un buon intuito. Chi ha raggiunto il nostro team ne ha avuto altrettanto entrando in una organizzazione come la nostra. Si parla di una chimica di squadra, ma ce n'è anche una di staff che coordina e fa un lavoro che si vede poco. La chimica generale di tutto può essere una coincidenza, ma come dice Stoytchev è sempre frutto del lavoro».

Vincere fa venire ancora più voglia di vincere. E ora c'è la Champions...
«La prima sfida penso sia quella di mantenere alto l'interesse del nostro pubblico. Poi c'è da affrontare la Champions, che è impegnativa e ci costringerà ad una riflessione approfondita. Andrà fatta una disamina tecnica ed economica. Andrà cercato un accompagnatore, una sponsorizzazione per la parte europea. Va individuato chi può avere interessi in questa direzione. Spero tanto possa essere Trentino spa. In questo modo avremmo un doppio incarico, ma credo possa essere un ottimo veicolo promozionale per il turismo e un ottimo investimento per l'ente pubblico».

I segnali in questo senso sembrano positivi.
«Anche l'aver suggellato gli investimenti degli sponsor con lo scudetto penso rappresenti un segnale importante».

A quanto ammonta il premio economico di Lega per lo scudetto: 50 mila euro?
«No sicuramente di più, ma lasciatemi mantenere il riserbo su queste cose».

Però vincere vi costerà quanto a premi...
«Ma lo sapevamo prima».

Si parla intanto già di Nikolov che va, di Schops dietro l'angolo e di altri movimenti nel roster.
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