Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 21.03.2010 ore 17.27
PUBBLICITÀ
condividi:

Moser, una dinastia
di veri campioni

TRENTO.  Non fu Francesco il primo dei Moser e dei corridori trentini a conquistare i favori della corsa rosa. A precederlo negli anni, oltre ad Aldo, capostipite della dinastia cembrana di ciclisti, ed Enzo, entrambi fratelli del campione di Palù, anche Claudio Michelotto.

Aldo Moser indossò per la prima volta la maglia rosa nel 1958 al termine della St.Vincent-Torino vinta da Federico Bahamontes dopo 132 chilometri di corsa. Il «Vecio» la sfilò dalle spalle di Pambianco per consegnarla, un giorno dopo, a Botella. Ad imporsi in quella edizione del Giro, che Aldo terminò al decimo posto della classifica generale, fu Ercole Baldini.

Nel 1964 Enzo portò a Palù di Giovo e alla famiglia Moser la seconda maglia rosa della storia trentina. Dopo averla conquistata al termine della Brescia-San Pellegrino, la dovette cedere a Jacques Anquetil due giorni più tardi. Quando, cioè, la cronometro da Parma a Busseto incoronò il francese (che a cronometro vantava una regolarità senza eguali), poi in rosa sino alla fine del Giro.

Nel 1971 Aldo Moser ritornò in testa alla gara a tappe più importante d'Italia, pareggiando il conto con il fratello Enzo che sino a quel momento si trovava in vantaggio in fatto di giorni da capoclassifica.

I sogni di gloria di Aldo, però, non durarono più del precedente rosa di tredici anni prima. A strappargli il simbolo del primato fu Claudio Michelotto, che due anni prima si era imposto per distacco nella Rocca Pietore-Cavalese. L'atleta di Roverè della Luna rimase al comando della 54 edizione del Giro per dieci giorni. Fino a Falcade, dove balzò al comando Gosta Petterson, vincitore quell'anno sotto l'abile regia di Alfredo Martini.

Nel 1975, nell'anno in cui il Giro finì in cima allo Stelvio per consacrare Fausto Bertoglio, Marcello Osler rischiò di portare a termine la lunghissima fuga che caratterizzò la Potenza-Sorrento con un vantaggio tale da regalargli la maglia rosa. Ordini di scuderia, però, impedirono ad Osler di mettere in difficoltà Sercu, velocista e suo compagno di squadra. A Marcello rimase comunque la soddisfazione di imporsi per distacco (8'48") su Battaglin e Conti.

Ma nel frattempo il Giro d'Italia imparava a conoscere un certo Francesco Moser, che in quegli anni iniziava a prendere le misure con la corsa organizzata dalla Gazzetta dello Sport. Una manifestazione che Francesco avrebbe conquistato nel 1984 dopo una lunga serie di assalti al termine di un appassionante duello con il campionissimo francese Fignon nella cronometro finale di Verona.
(25 luglio 2008)
Ultim'ora
Roma, 17:00 CALCIO, SERIE A: NAPOLI FRENA MILAN, INTER RIMANE IN VETTA Roma, 16:35 PDL: CAPEZZONE, PD-UDC ASSE DEL VECCHIO Roma, 16:34 PDL: RAO (UDC), RIDICOLA POLEMICA CONTRO QUESTURA Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Abatantuono, 20 anni dopo Abatantuono, 20 anni dopo
Testate locali
Annunci (Trento e Trentino Alto Adige)
Annunci di lavoro (Trento e Trentino Alto Adige)
Enti e tribunali (Trento e Trentino Alto Adige)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006