Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 21.03.2010 ore 17.31
PUBBLICITÀ
condividi:
Crisi economica

"Mio papà licenziato, lascio la scuola
Vado a lavorare per aiutare la famiglia"

Il caso emblematico di un ragazzo di 17 anni, studente modello di Rovereto, che abbandona gli studi per cercare un impiego, dopo che il padre ha perso il lavoro. Così sosterrà la famiglia. La preside dell'istituto Fontana, Flavia Andreatta: "Una realtà che mi ha sconvolto". Viaggi di studio e attività didattica a rischio: i genitori non hanno più soldi per pagare le spese
Studenti alluscita dellistituto Fontana di Rovereto
Studenti all'uscita dell'istituto Fontana di Rovereto
ROVERETO. «Mio padre ha perso il lavoro. Devo cercare io qualcosa da fare per sostenere la famiglia. Ho riflettuto, ma non ci sono alternative: lascio la scuola». Ha diciassette anni ed è ormai un ex studente dell’istituto Fontana. Un caso estremo dei riflessi della crisi economica che colpisce le famiglie con figli studenti? Forse sì, ma le situazioni di emergenza non mancano nelle scuole cittadine.

Delle difficoltà delle famiglie a sostenere le spese scolastiche hanno parlato l’altra sera i presidi in occasione della presentazione delle borse di studio istituite dal Rotary Club Rovereto. Difficoltà economiche che riguardano non solo i nuclei di extracomunitari, ma in misura sempre crescente famiglie roveretane che si rivolgono ai presidi per chiedere qualche forma di sussidio per consentire ai figli di partecipare all’attività didattica.

«Sono rimasta impressionata dalla situazione che ho trovato al mio arrivo a Rovereto, in coincidenza con i due anni più pesanti della crisi - afferma Flavia Andreatta, preside dell’istituto per ragionieri e geometri Fontana - E’ dura mantenere due o tre figli alle superiori. Ancora più difficile, ovviamente, se i genitori sono in cassa integrazione o hanno perso il lavoro. Solo per partecipare ad un viaggio di istruzione ci vogliono magari tre-quattrocento euro: una mamma mi ha detto che lei deve fare un mutuo per non far pesare ai ragazzi l’esclusione dall’attività didattica. Questa realtà mi ha sconvolto, ma è vero. Ancora più terribile il fatto che un ragazzo sia venuto da me per dirmi che era costretto ad abbandonare gli studi perché il padre era stato licenziato».

La dirigente scolastica spiega di avere tentato coi genitori di convincerlo a restare tra i banchi, ma invano. ''La mamma ha ancora un impiego e avrebbero fatto sacrifici, pur di vederlo studiare, però il ragazzo si è sentito un po' l'uomo di famiglia, con la responsabilità di contribuire al bilancio. Un vero peccato - ha sottolineato la preside - perché era bravo, con la media del 7. So che adesso ha trovato lavori interinali". Le difficoltà, a sentire la preside, non sono un caso isolato. Riguardano molte famiglie, "sia di extracomunitari - ha proseguito - che di italiani, soprattutto se ci sono più figli e tra i genitori qualcuno è in cassa integrazione o ha perso il lavoro. C'è chi arriva a fare un mutuo per pagare un viaggio d'istruzione, che magari costa qualche centinaio di euro. Per questo noi stiamo molto attenti a proporre iniziative, perché devono essere alla portata di tutti''.


C’è chi chiede di essere esonerato dai soggiorni all’estero anche di una settimana o dalle gite e chi cerca (come i ragazzi di 4ª e 5ª) o si inventa un lavoretto pur di non dimostrare le difficoltà economiche anche all’Ipc don Milani. «Grazie al Fondo sociale europeo - sostiene la vicepreside Daniela Simoncelli - riusciamo a contenere i costi, ma non basta a molte famiglie che, con discrezione e quasi vergogna, fanno capire di trovarsi in difficoltà. In questi casi diamo tempo, cerchiamo di rateizzare il loro contributo. Speriamo di non essere costretti a ridurre l’a ttività scolastica per non creare sperequazioni».

Studenti di serie A (quelli con disponibilità finanziarie) e studenti di serie B, discriminati? «Noi, al Filzi, stiamo molti attenti a proporre iniziative alla portata di tutti. Diamo un aiuto, per quanto possibile - afferma la preside Marta Ober - perché senza la partecipazione di tutti i ragazzi, l’iniziativa perderebbe la sua valenza formativa su più fronti. Eh sì, la crisi si fa proprio sentire...»
(25 novembre 2009)
 
4 COMMENTI RICEVUTI
 
Ultim'ora
Roma, 17:00 CALCIO, SERIE A: NAPOLI FRENA MILAN, INTER RIMANE IN VETTA Roma, 16:35 PDL: CAPEZZONE, PD-UDC ASSE DEL VECCHIO Roma, 16:34 PDL: RAO (UDC), RIDICOLA POLEMICA CONTRO QUESTURA Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Abatantuono, 20 anni dopo Abatantuono, 20 anni dopo
Testate locali
Annunci (Trento e Trentino Alto Adige)
Annunci di lavoro (Trento e Trentino Alto Adige)
Enti e tribunali (Trento e Trentino Alto Adige)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006