LE ELEZIONI COMUNALI DI TRENTO
La vittoria della continuità
di Pierluigi Depentori
Continuità doveva essere, e continuità è stata: il vicesindaco
uscente, nonché sindaco reggente Alessandro Andreatta prende dalle
mani di Ale Pacher le chiavi di primo cittadino, in una staffetta
che al centrosinistra era già riuscita con la coppia Dellai-Pacher.
Diciamola tutta: durante la (moscia) campagna elettorale nessuno
del centrodestra si aspettava un risultato lusinghiero, ben sapendo
che per Pino Morandini il ballottaggio sarebbe stato già un
traguardo eccezionale. E così Andreatta si ritrova sindaco con una
larga maggioranza (a urne ancora aperte, siamo attorno al 64%) e
con una ribalta nazionale assicurata visto che ormai il Trentino -
e Trento - sono come il Gronchi rosa per i collezionisti di
francobolli: gli unici (o quasi) vincitori del Pd nell'era del
berlusconismo imperante. Qualcuno, tra i corridoi di Palazzo Thun,
scherzava dicendo che l'effetto divorzio tra Silvio e Veronica sta
già iniziando a fare effetto, ma la realtà è che centrosinistra e
centrodestra in Trentino da tempo si sono scambiate le parti
rispetto a quanto avviene in ambito nazionale: unito e compatto il
centrosinistra, anche grazie alla "creazione territoriale" dell'Upt
di Dellai che ha mantenuto una cerniera di centro senza dover
confluire nel Pd, spaccato in mille rivoli il centrodestra tanto da
arrivare a presentare due candidati (Morandini e la Giuliani) per
misurare il loro reale valore.
Andreatta trionfa nel segno del Pd, che sta raddoppiando l'Upt
nella partita interna e che si trasformerà in un peso forte
all'interno della compagine di giunta. Terza forza della
coalizione, un po' a sorpresa, è il Patt che riesce a confermarsi
forte anche in città quando la sua roccaforte naturale sono le
valli. Poco incisiva invece la presenza dell'Udc, anche se questa
alchimia politica veniva guardata con grande interesse da Roma (e
da Casini in particolare).
L'unica nota stonata nella vittoria di Andreatta è data
dall'affluenza al voto, in calo di oltre il dieci per cento
rispetto a cinque anni fa: segno che anche in Trentino la fiducia
nella politica (e nelle istituzioni che rappresenta) è
drammaticamente in picchiata. Andreatta avrà soprattutto questo
compito: governare per i cittadini (e non per i partiti, o per gli
interessi economici) dimostrandosi vicino alla gente (e non solo ai
suoi elettori). Un dovere per chi ha sempre detto di voler
rappresentare la città in tutte le sue espressioni.
(04 maggio 2009)