LA FESTA DEL PATRONO
La Maestri con le Acli
"Vigiliane da dimezzare"
di Sandra Mattei
TRENTO. La reazione al pesante attacco di Arrigo
Dalfovo, presidente delle Acli, alle Feste Vigiliane ha due fronti
in giunta. Da una parte il sindaco Alessandro Andreatta che difende
la tradizione lunga 26 anni della festa del patrono, dall'altra
l'assessore alla cultura Lucia Maestri che concorda con le critiche
di Dalfovo e Francesca Ferrari (presidente di Trentino Solidale)
per una maggiore sobrietà in tempi di crisi. E rilancia: «D'accordo
a ridurre i festeggiamenti a cinque giorni. Io l'ho sempre
detto».
L'attacco da parte delle Acli, («una festa che dura 15 giorni è una
cosa vergognosa, che non ha nemmeno una giustificazione storica») e
di Trentino Solidale («perché non sospendere i fuochi d'artificio,
e inviare il risparmio ai terremotati») sfonda una porta aperta per
Lucia Maestri. «Non tutti forse sanno - spiega - che da tre anni
non ho più la delega per le Feste Vigiliane. L'ho consegnata io,
dopo una discussione in giunta dove avevo sollevato le stesse
perplessità: chiedevo meno giorni e una maggior coerenza nei
contenuti. Le feste sono ormai un contenitore dove entra di tutto,
dal Pontificale in Duomo al Palio dell'oca, dalla Cena benedettina
alle miss. Se una festa del patrono deve essere, perché non
incentrarla di più sulla figura di San Vigilio? Cosa capisce chi
arriva da fuori, della storia della città? Insomma, in giunta avevo
chiesto una riflessione, al voto ero in minoranza, per questo ho
rinunciato alla delega». Questa è la volta buona per ridiscuterne?
«Sono d'accordo sull'opportunità di ridurre i giorni: passerei a
cinque. In quale altra città d'Italia si festeggia il patrono per
dieci giorni? E poi una maggiore sobrietà non guasterebbe, anche se
non è tanto un discorso di costi, ma di coerenza. Ripeto, la cena
benedettina mi sembra una delle cose autentiche del programma. E se
se ne ridiscuterà in giunta, non farò certo la donna
silente».
D'altro tenore la replica del sindaco Andreatta, che giudica i toni
di Dalfovo eccessivi. «Preciso che quest'anno abbiamo già ridotto i
giorni, dopo l'edizione per i 25 anni, dilatata a 14. Inoltre, da 5
anni non aumentiamo i contributi, che sono fermi a 138 mila euro,
anche perché ci sono sponsor importanti che partecipano ai costi.
Penso che Dalfovo forse non conosce bene l'organizzazione delle
Feste, che sono radicate nella città e coinvolgono 120 volontari.
Mi dispiace per loro, perché hanno una parte essenziale
nell'organizzazione sia della disfida dei Ciusi e Gobj, sia della
Zatterata. Insomma, penso sia una festa radicata, che coinvolge dai
bambini agli adulti, dai giovani ai turisti, con un programma molto
variegato. E penso che sia importante per la città avere un momento
di condivisione e di partecipazione popolare». Anche in tempi di
crisi? «Ma è come se in famiglia si rinunciasse a festeggiare un
compleanno, un anniversario. La sobrietà va bene, è un invito che
condivido, ma non c'è sperpero».
Ed a proposito della richiesta di rinunciare ai fuochi di
artificio? «Prendo per buono l'invito a contenere i costi, anche
dei fuochi di artificio, ma per quest'anno è tardi, la ditta è già
stata contattata da mesi. E poi, sinceramente, i fuochi durano una
ventina di minuti, non mi sembra che ci sia niente di eccessivo. E,
sulla crisi, mi sembra che ci siano già stati provvedimenti per
venire incontro alle famiglie, dagli asili alla casa».
(15 giugno 2009)