CICLISMO
Giro d'Italia, la prima
vittoria di Bertolini
CESENA. Ventuno vittorie in carriera, nessuna al
Giro d'Italia. Il ciclismo sa regalare soddisfazioni nei momenti
più impensabili. Proprio come è accaduto oggi, sul traguardo di
Cesena, ad Alessandro Bertolini, ciclista nato a Rovereto (Trento)
il 27 luglio 1971, professionista dal 1993. Bertolini è stato bravo
e fortunato sul traguardo di Cesena, forse avrebbe vinto lo stesso,
malgrado i numerosi sforzi compiuti durante una tappa senza respiro
e priva di pianure che lo avevano svuotato.
Determinante è stato, tuttavia, lo scivolone di Fortunato Baliani,
a 800 metri dallo striscione dell'arrivo: questo episodio, sommato
alla crisi di Tiziano Dall'Antonia (dei quattro fuggitivi forse il
più veloce), ha praticamente regalato su un piatto d'argento il
successo al ciclista della Diquigiovanni-Androni. La fortuna non
guasta mai e, in una tappa dove si sono verificate numerosissime
cadute, diventa determinante per chi se l'aggiudica. Lo stesso
Bertolini è finito a terra, ma si è rialzato in fretta e ha
proseguito a testa bassa, senza nemmeno immaginare che si sarebbe
presentato da solo sul traguardo di Cesena a braccia alzate.
Bertolini aveva vinto quasi dappertutto in carriera, soprattutto da
dilettante, ma non al Giro d'Italia e il suo trionfo - al termine
di una tappa da tregenda, caratterizzata dal freddo, nebbia,
pioggia e da un asfalto rischiosissimo - ha perfino commosso
capitan Gilberto Simoni, ieri fra i protagonisti dalla cronometro
da Pesaro a Urbino e sempre meno nell'ombra. Simoni, non appena gli
hanno comunicato che l'amico e fedele compagno Alessandro aveva
vinto è corso ad abbracciarlo, complimentandosi per
l'impresa.
Una scena da libro Cuore, di quelle che fanno amare il ciclismo. E'
emblematico che Bertolini abbia vinto nella terra di Marco Pantani,
al quale la tappa di oggi era dedicata, dal momento che il trentino
ha gareggiato nella stessa squadra del "Pirata" di Cesena con la
maglia della Carrera-Tassoni, prima di trasferirsi alla Brescialat.
Una coincidenza, o uno scherzo del destino, che non sempre è
beffardo, ma può riservare sorprese graditissime. Prima del trionfo
di Bertolini, che nella sua lunga carriera vanta anche successi
importanti come la Parigi-Bruxelles, la Coppa Sabatini e due Coppe
Agostoni, era successo tutto e il contrario di tutto. Le cadute, in
particolare, a parte quella finale di Baliani, non hanno avuto
effetti immediati sulla classifica, ma potrebbero averli in
prospettiva. Come nel caso di Leonardo Piepoli, che si è fatto
malissimo quando, nella discesa di Surrivoli, è finito
sull'asfalto, assieme ad altri colleghi.
Il "Trullo volante" è riuscito a rialzarsi, ma lo ha fatto non
senza difficoltà, sorretto dai massaggiatori della sua squadra.
Forse per un attimo ha pure pensato di lasciare, facendo temere
agli appassionati di ciclismo di perdere un protagonista assoluto
negli arrivi in salita. A terra pure Visconti e tanti altri
corridori che, a vario titolo, hanno pagato a caro prezzo le
insidie di un asfalto diabolico. Il palermitano, al settimo giorno
in maglia rosa, può comunque rallegrarsi, perchè il suo vantaggio
sul secondo in classifica (che fino a ieri era il tedesco Matthias
Russ, è addirittura aumentato. E' cambiato anche il suo principale
inseguitore: dopo la debacle di Russ, il testimone di vice
capoclassifica è finito nelle mani di Gabriele Bosisio, staccato di
5'50". In una giornata per lui infausta, a causa della caduta, può
sorridere anche Piepoli che si affaccia al ventesimo posto, con
poco più di 10' di ritardo.
(22 maggio 2008)