RIVA. Sono due rivani - di cui si conoscono
soltanto le iniziali: D.S. di 31 anni e M.P.D. di 36 - i
protagonisti «identificati» dalle guardie municipali in seguito ad
una singolare (ma non originale) sfida che ha movimentato ieri
mattina la celeberrima piazza del Campo, a Siena. I due, assieme ad
altri tre amici, avevano raggiunto la Torre del Mangia verso le
11.
In quattro sono saliti quasi in cima, ad un’altezza di circa 90
metri; l’altro è invece rimasto alla base armato di videocamera.
Perchè? Perchè l’impresa degli amici era di quelle da immortalare.
Due del gruppo - che per salire sulla torre aveva pagato
regolarmente il biglietto - hanno cavato dallo zainetto un
paracadute e, dopo averlo indossato, senza esitazione si sono
buttati nel vuoto.
Al termine del volo D.S. è stato braccato dai vigili urbani e
portato al comando, peraltro un po’ zoppicante, per accertamenti.
Il compagno di volo, vista la sorte toccata all’altro, appena messo
piede a terra, ha ben pensato di fuggire a gambe levate. Un agente
lo ha sì agguantato, ma gli è rimasto in mano solo il paracadute.
Diversa anche la sorte dei due accompagnatori: uno ha tagliato la
corda, l’altro, appunto M.D.P., è stato invece fermato e
accompagnato anche lui al comando insieme all’amico che forse aveva
il bottino più prezioso dell’impresa: la registrazione filmata dei
lanci. Questa, posta sotto sequestro, è diventata la prova
inconfutabile del reato - lancio pericoloso di cose - contestato
dalla polizia locale al lanciatore identificato.
Il rivano di 36 anni invece è stato rilasciato con tante scuse,
visto e considerato il suo ruolo di semplice spettatore.
Sono ormai mesi che sotto la Torre del Mangia le forze dell’ordine
fanno buona guardia. A parte il fatto che i lanci sono proibiti, si
tratta anche di evitare casi come quello del giugno 2006, quando un
jumper si ferì seriamente al suolo per la ritardata apertura del
paracadute.
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