MOSCA. Dopo venti successi internazionali
filati (15 in Champions e 5 nel Mondiale per club) la corsa di
Trento si schianta contro Dante. Non quello che domina la piazza
cittadina, ma quello brasiliano che schiaccia per la Dinamo Mosca.
Trascinati proprio dal martello carioca, nel quarto turno della
pool A di qualificazione i russi mettono alle corde la Trentino
BetClic che prima annaspa, ma si salva con un colpo di coda tutto
orgoglio e classe, e poi pian piano finisce per sparire dal campo
lasciando gioco e vittoria nelle mani avversarie. Poco o nulla ha
funzionato a dovere nelle fila trentine. Giusto, appunto, qualche
sprazzo di orgoglio, non sufficiente però ad evitare la prima
sconfitta in Champions League. Una sconfitta che però, se da un
lato, non fa qualificare in anticipo agli ottavi, lascia comunque
in mano ai trentini la leadership del girone visto che a parità di
punti con i russi, il quoziente set è a favore dei bianchi di
Stoytchev. Bianchi che ieri sono latitati nel rapporto muro -
difesa, in ricezione hanno traballato con costanza allarmante e con
la battuta solo a sprazzi hanno saputo creare problemi veri alla
Dinamo. Se a tutto ciò si aggiunge che Kaziyski ha disputato una
delle partite più anonime dacché veste la maglia di Trento, ecco
che l’1 a 3 finale si spiega assai facilmente.
L’avvio mostra subito una Dimano diversa da quella vista a Trento.
Soprattutto poco fallosa ed impeccabilmente ispirata dal regista
Grankin. Trento però regge bene ed il gioco fila via punto a punto
senza che nessuna delle due squadre riesca a trovare il break
decisivo. La Dinamo, con Dante da subito capace di fare la
differenza su palla alta, arriva a -2 (23-22) dal set, ma dopo l’e
rrore di Grankin al servizio subisce le battute di Juantorena. Su
attacco scontato prima Kaziyski mura, poi attacca a punto: 25-23
BetClic. Quello del bulgaro sarà però l’unico guizzo dell’incontro.
Incontro che subito cambia verso. La Dinamo, infatti, non accusa il
colpo, mentre Trento sembra invece risentire della stanchezza
(mentale più che fisica) quando i moscoviti si fanno più
aggressivi. Il muro della BetClic sparisce, la difesa non c’è più,
la regia di Raphael diventa via via sempre più farraginosa (non a
caso nel quarto set verrà sostituito) e la partita diventa una
sorta di monologo russo. Secondo e terzo set sono abbastanza
simili: partenza equilibrata fino al primo time-out tecnico, poi
Mosca impone un cambio di marcia che Trento non riesce a reggere e
finale identico 25 a 21. Il quarto set invece è una sorta di
calvario trentino. La Dinamo fa quel che vuole contro una BetClic
con la testa già sull’aereo di ritorno. Finisce 25 a 17 per i
russi. Passivo pesante, ma Trento è umana e ci può stare.
(silver)
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Un drappo rosso alla finestra: il corteo reagisce