Blardone - Simoncelli, sulla Gran Risa
torna la valanga azzurra
Storica doppietta, quattro italiani fra i primi sei
ALTA BADIA. Che Italia! SuperMax batte “Professor
Gran Risa” e lo sci italiano scrive ancora paginate di storia in
Alta Badia. E’ ancora la micidiale, ma affascinante e spettacolare
Gran Risa ad evidenziare l’enorme potenziale del “giant slalom
dream team” azzurro. Una doppietta quella firmata dalla premiata
ditta Blardone - Simoncelli che riapre definitivamente una nuova
era della valanga azzurra. Il trionfo di Massimiliano Blardone era
nell’aria. Lo ha voluto concretizzare appositamente sulla pista più
difficile, più complicata, più contorta ma anche più bella di tutto
il Circo Bianco. L’irruenza e la grinta di “Blardo” sono stati come
un feedback dell’epoca di Alberto Tomba. Sorprendente, ma non più
di tanto, il secondo posto del trentino Davide Simoncelli, il
miglior interprete al mondo della pista badiota.
Lo sci alpino di Coppa del mondo in Alta Badia anche questa volta
è sinonimo di divertimento, show, suspance e, per i colori azzurri,
di vittoria. Per portare fortuna all’I talia questa volta non è
neppure servito il sempre toccante e spettacolare passaggio delle
Frecce Tricolori. Blardone e compagni erano troppo forti per il
resto del mondo. I velivoli della P.A.N. sono rimasti a terra,
fermi alla base di Rivolto bloccati dalla neve. I jet ieri erano
sulla Gran Risa e avevano la tuta bianca con le striscioline verdi
e rossi. Viaggiavano, eccome se viaggiavano. Dopo la prima manche
sembra si stesse svolgendo, a - 20 gradi (temperatura rilevata al
parterre), un’edizione straordinaria del campionato nazionale
italiano. Primo Blardone, secondo Simoncelli e terzo Mölgg (con
Ploner pronto a correre ai ripari) con pesanti distacchi rifilati
agli umani. E si’, perchè ieri i nostri sono stati mostruosi.
Niente Austria, niente Canada, niente di niente, solo Italia.
Rischi, traiettorie tagliate, curve prese in un certo modo, insomma
gli azzurri hanno confermato sul campo quello che la sera prima
aveva detto con estrema tranquillità il direttore sportivo Ravetto:
“siamo la squadra più forte al mondo, dobbiamo solo dimostarlo”.
Detto - fatto. I suoi ragazzi hanno eseguito l’o rdine.
Con i tifosi, come sempre giunti a migliaia ai piedi del Piz la
Ila, a rintanarsi (e riscaldarsi) tra una manche e l’altra nei
tendoni facendo scongiuri e incrociando le dita per la seconda, con
gli addetti ai lavori ad iniziare a fare calcoli, qualcuno osava
dire: “e se ci fosse un 1986 bis ?”. Ben 23 anni fa la tripletta
Pramotton - Tomba - Tötsch consentì di scrivere una delle pagine
più belle della storia dello sci italiano. Zitti, meglio non
parlare e pensare, hanno risposto in molti. Alle ore 12,45 si parte
per la battaglia finale. Sulla Gran Risa (il “gran canalone” in
ladino), sempre in ombra tranne le ultime porte, si scatena l’i
nferno. Il leader della gara cambia spesso. Raich dopo una manche d’
apertura infarciata d’errori riesce a risalire dalla tredicesima
alla quarta piazza. La sua è una discesa d’attacco dall’inizio alla
fine. Sul falsopiano finale ha costruito la sua mezza impresa. Dopo
di lui un susseguirsi di buoni atleti. Tocca a Ploner. I suoi fan
vanno in delirio quando Alexander fa faville tanto da chiudere alle
spalle di Benny. La Francia, che in Badia ha sempre avuto la sua
tradizione, spera in Cyprien Richard. Lo sciatore di Morzine, in
versione acrobata, fa segnare il miglior tempo. Con il temibile
austriaco Hirscher troppo nervoso e ben presto fuori gioco, in
casetta restavano tre frecce azzurre.
Manfred Mölgg scia bene, ma commette qualche sbavatura e sul piano
finale non è così reattivo come avrebbe voluto.
Davide Simoncelli è fluido, ha una sciata particolare con anticipo
della porta tutto suo. Il roveretano affronta la Gran Risa come lui
sa fare e alla fine è primo con oltre un secondo sul
transalpino.
Manca ancora l’asso. Blardone ha un diavolo per capello. Si getta
a capofitto. Vola tra le porte, la sua sciata è possente e
perfetta. Max doma alla grande muro e “gobba del gatto”. Alla fine “
Blardo” le suona, meritatamente, a tutti. Una vittoria cercata,
voluto. Significativa la frase: “il cielo è tutto per me”. Un bis
Blardone - Simoncelli come nel 2005 e la fantastica favola dell’I
talia dello sci in Alta Badia continua
(21 dicembre 2009)