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domenica 21.03.2010 ore 09.59
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Blardone - Simoncelli, sulla Gran Risa
torna la valanga azzurra

Storica doppietta, quattro italiani fra i primi sei
ALTA BADIA. Che Italia! SuperMax batte “Professor Gran Risa” e lo sci italiano scrive ancora paginate di storia in Alta Badia. E’ ancora la micidiale, ma affascinante e spettacolare Gran Risa ad evidenziare l’enorme potenziale del “giant slalom dream team” azzurro. Una doppietta quella firmata dalla premiata ditta Blardone - Simoncelli che riapre definitivamente una nuova era della valanga azzurra. Il trionfo di Massimiliano Blardone era nell’aria. Lo ha voluto concretizzare appositamente sulla pista più difficile, più complicata, più contorta ma anche più bella di tutto il Circo Bianco. L’irruenza e la grinta di “Blardo” sono stati come un feedback dell’epoca di Alberto Tomba. Sorprendente, ma non più di tanto, il secondo posto del trentino Davide Simoncelli, il miglior interprete al mondo della pista badiota.
 Lo sci alpino di Coppa del mondo in Alta Badia anche questa volta è sinonimo di divertimento, show, suspance e, per i colori azzurri, di vittoria. Per portare fortuna all’I talia questa volta non è neppure servito il sempre toccante e spettacolare passaggio delle Frecce Tricolori. Blardone e compagni erano troppo forti per il resto del mondo. I velivoli della P.A.N. sono rimasti a terra, fermi alla base di Rivolto bloccati dalla neve. I jet ieri erano sulla Gran Risa e avevano la tuta bianca con le striscioline verdi e rossi. Viaggiavano, eccome se viaggiavano. Dopo la prima manche sembra si stesse svolgendo, a - 20 gradi (temperatura rilevata al parterre), un’edizione straordinaria del campionato nazionale italiano. Primo Blardone, secondo Simoncelli e terzo Mölgg (con Ploner pronto a correre ai ripari) con pesanti distacchi rifilati agli umani. E si’, perchè ieri i nostri sono stati mostruosi. Niente Austria, niente Canada, niente di niente, solo Italia. Rischi, traiettorie tagliate, curve prese in un certo modo, insomma gli azzurri hanno confermato sul campo quello che la sera prima aveva detto con estrema tranquillità il direttore sportivo Ravetto: “siamo la squadra più forte al mondo, dobbiamo solo dimostarlo”. Detto - fatto. I suoi ragazzi hanno eseguito l’o rdine.

 Con i tifosi, come sempre giunti a migliaia ai piedi del Piz la Ila, a rintanarsi (e riscaldarsi) tra una manche e l’altra nei tendoni facendo scongiuri e incrociando le dita per la seconda, con gli addetti ai lavori ad iniziare a fare calcoli, qualcuno osava dire: “e se ci fosse un 1986 bis ?”. Ben 23 anni fa la tripletta Pramotton - Tomba - Tötsch consentì di scrivere una delle pagine più belle della storia dello sci italiano. Zitti, meglio non parlare e pensare, hanno risposto in molti. Alle ore 12,45 si parte per la battaglia finale. Sulla Gran Risa (il “gran canalone” in ladino), sempre in ombra tranne le ultime porte, si scatena l’i nferno. Il leader della gara cambia spesso. Raich dopo una manche d’ apertura infarciata d’errori riesce a risalire dalla tredicesima alla quarta piazza. La sua è una discesa d’attacco dall’inizio alla fine. Sul falsopiano finale ha costruito la sua mezza impresa. Dopo di lui un susseguirsi di buoni atleti. Tocca a Ploner. I suoi fan vanno in delirio quando Alexander fa faville tanto da chiudere alle spalle di Benny. La Francia, che in Badia ha sempre avuto la sua tradizione, spera in Cyprien Richard. Lo sciatore di Morzine, in versione acrobata, fa segnare il miglior tempo. Con il temibile austriaco Hirscher troppo nervoso e ben presto fuori gioco, in casetta restavano tre frecce azzurre.
 Manfred Mölgg scia bene, ma commette qualche sbavatura e sul piano finale non è così reattivo come avrebbe voluto.
 Davide Simoncelli è fluido, ha una sciata particolare con anticipo della porta tutto suo. Il roveretano affronta la Gran Risa come lui sa fare e alla fine è primo con oltre un secondo sul transalpino.
 Manca ancora l’asso. Blardone ha un diavolo per capello. Si getta a capofitto. Vola tra le porte, la sua sciata è possente e perfetta. Max doma alla grande muro e “gobba del gatto”. Alla fine “ Blardo” le suona, meritatamente, a tutti. Una vittoria cercata, voluto. Significativa la frase: “il cielo è tutto per me”. Un bis Blardone - Simoncelli come nel 2005 e la fantastica favola dell’I talia dello sci in Alta Badia continua
(21 dicembre 2009)
 
 
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