Sicurezza, in arrivo
una rete di telecamere
di Silvia Conotter
TRENTO. Settecento mila euro per realizzare una
rete di videosorveglianza capillare, capace di tenere sotto
controllo l’intera città e combattere la microcriminalità: scelto
anche quello del Comune di Trento tra i 159 progetti (su 2.800)
finanziati dal ministero degli Interni
.
L’annuncio è apparso ieri mattina sulla homepage del sito
internet del ministero degli Interni, ma risale a giovedì la firma
di Roberto Maroni del decreto di ripartizione del fondo di 100
milioni di euro destinato alla realizzazione, da parte dei comuni,
di iniziative per il potenziamento della sicurezza urbana e la
tutela dell’ordine pubblico.
Dei 2.800 progetti presentati, ne sono stati finanziati 159: «I più
validi ed interessanti», ha sottolineato il ministro Maroni. Tra
questi quello del Comune di Trento, che prevede la “realizzazione
di una rete di videosorveglianza con installazione di telecamere e
interconnessione dei comandi delle forze di polizia” e per cui è
previsto un contributo di 700 mila euro.
Presentato circa cinque mesi fa, il progetto rivoluzionerà
completamente l’azione di controllo del territorio da parte delle
forze dell’ordine: innanzitutto perché verranno monitorate zone che
mai prima d’ora avevano visto l’installazione di telecamere, come
San Martino, San Pio X, piazza Vicenza e Santa Maria. Luoghi
frequentati particolarmente dagli spacciatori o considerati
comunque poco sicuri, tanto che i residenti avevano sollecitato in
molteplici occasioni l’intervento dell’aministrazione comunale.
Verrà monitorato probabilmente anche lo stadio Briamasco, teatro a
volte di scontri tra tifosi.
Altra novità: i monitor saranno probabilmente posizionati nelle
sedi delle forze di polizia e non più - o comunque non solamente,
come accade ora - in quella dei vigili urbani. Le telecamere, che
si presume siano alcune centinaia, saranno dotate di un sistema che
permetterà non solo di orientarle direttamente dalle centrali
operative (“brandeggiabili”, il termine tecnico, ndr) ma anche di
effettuare zoom ad alta definizione. Si tratta infatti di un
sistema “con trattamento di dati personali”, cioè il cui obbiettivo
è quello di riprendere le persone ed, in caso di necessità, di
individuarle.
I dettagli del progetto devono ancora essere resi noti, ma certo è
che le immagini saranno conservate per alcuni giorni in modo tale
da essere utilizzate anche a distanza di tempo, come nel caso di
ordini pubblici nei quali si sono verificati imbrattamenti o
scontri con le forze dell’ordine. L’obbiettivo principale rimane
quello di contrastare la microcriminalità, a partire dagli
spacciatori che continuano a spostarsi da una zona della città all’a
ltra in seguito alle azioni di repressione da parte delle forze
dell’ordine.
Certo è che si tratta di un progetto quasi unico in Italia:
solamente Padova si è dotata finora di un sistema così capillare. D’
altra parte l’installazione delle telecamere con trattamento di
dati personali (le altre servivano sostanzialmente per controllare
gli incroci più significativi della viabilità cittadina, ndr)
permetterà di avere un controllo molto più preciso e
puntuale.
Lo scorso aprile infatti proprio questi dispositivi avevano
permesso di individuare l’assassino di un giovane marocchino che in
piazza Dante era stato colpito alla testa con un grosso ramo
staccato da un albero. Proprio in seguito alle lamentele dei
cittadini, che ormai evitavano di passare per quella piazza anche
durante il giorno, il Comune installò tredici telecamere ad
altissima risoluzione, due delle quali brandeggiabili e dotate di
zoom.
(14 dicembre 2009)