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venerdì 19.03.2010 ore 18.51
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Sicurezza, in arrivo
una rete di telecamere

di Silvia Conotter
TRENTO. Settecento mila euro per realizzare una rete di videosorveglianza capillare, capace di tenere sotto controllo l’intera città e combattere la microcriminalità: scelto anche quello del Comune di Trento tra i 159 progetti (su 2.800) finanziati dal ministero degli Interni.
L’annuncio è apparso ieri mattina sulla homepage del sito internet del ministero degli Interni, ma risale a giovedì la firma di Roberto Maroni del decreto di ripartizione del fondo di 100 milioni di euro destinato alla realizzazione, da parte dei comuni, di iniziative per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico.
Dei 2.800 progetti presentati, ne sono stati finanziati 159: «I più validi ed interessanti», ha sottolineato il ministro Maroni. Tra questi quello del Comune di Trento, che prevede la “realizzazione di una rete di videosorveglianza con installazione di telecamere e interconnessione dei comandi delle forze di polizia” e per cui è previsto un contributo di 700 mila euro.
Presentato circa cinque mesi fa, il progetto rivoluzionerà completamente l’azione di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine: innanzitutto perché verranno monitorate zone che mai prima d’ora avevano visto l’installazione di telecamere, come San Martino, San Pio X, piazza Vicenza e Santa Maria. Luoghi frequentati particolarmente dagli spacciatori o considerati comunque poco sicuri, tanto che i residenti avevano sollecitato in molteplici occasioni l’intervento dell’aministrazione comunale. Verrà monitorato probabilmente anche lo stadio Briamasco, teatro a volte di scontri tra tifosi.
Altra novità: i monitor saranno probabilmente posizionati nelle sedi delle forze di polizia e non più - o comunque non solamente, come accade ora - in quella dei vigili urbani. Le telecamere, che si presume siano alcune centinaia, saranno dotate di un sistema che permetterà non solo di orientarle direttamente dalle centrali operative (“brandeggiabili”, il termine tecnico, ndr) ma anche di effettuare zoom ad alta definizione. Si tratta infatti di un sistema “con trattamento di dati personali”, cioè il cui obbiettivo è quello di riprendere le persone ed, in caso di necessità, di individuarle.

I dettagli del progetto devono ancora essere resi noti, ma certo è che le immagini saranno conservate per alcuni giorni in modo tale da essere utilizzate anche a distanza di tempo, come nel caso di ordini pubblici nei quali si sono verificati imbrattamenti o scontri con le forze dell’ordine. L’obbiettivo principale rimane quello di contrastare la microcriminalità, a partire dagli spacciatori che continuano a spostarsi da una zona della città all’a ltra in seguito alle azioni di repressione da parte delle forze dell’ordine.
Certo è che si tratta di un progetto quasi unico in Italia: solamente Padova si è dotata finora di un sistema così capillare. D’ altra parte l’installazione delle telecamere con trattamento di dati personali (le altre servivano sostanzialmente per controllare gli incroci più significativi della viabilità cittadina, ndr) permetterà di avere un controllo molto più preciso e puntuale.
Lo scorso aprile infatti proprio questi dispositivi avevano permesso di individuare l’assassino di un giovane marocchino che in piazza Dante era stato colpito alla testa con un grosso ramo staccato da un albero. Proprio in seguito alle lamentele dei cittadini, che ormai evitavano di passare per quella piazza anche durante il giorno, il Comune installò tredici telecamere ad altissima risoluzione, due delle quali brandeggiabili e dotate di zoom.
(14 dicembre 2009)
 
 
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