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martedì 09.02.2010 ore 20.33
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L'OPERAZIONE

Blitz dei carabinieri
arrestato Florian Egger

TRENTO. Lo hanno trovato ieri mattina all’alba e lo hanno arrestato. Dopo sette mesi, ad Ostia, è finita la fuga dell’evaso Florian Egger. L’altoatesino, il «Rambo di Lauregno», non ha opposto resistenza e si è lasciato ammanettare. Da mesi i carabinieri di Trento e Bolzano e i Ros erano sulle sue tracce ma la svolta delle indagini è arrivata sabato pomeriggio. Egger, pare, è stato tradito da una telefonata fatta da una carta telefonica della sua nonna. Naturalmente sotto controllo.

L’accusa che viene mossa all’uomo è quella di evasione e non viene fatta alcuna menzione delle due rapine avvenute il mese scorso in val di Non e che avevano fatto pensare subito ad Egger. Su questo aspetto il procuratore capo Stefano Dragone si limita a dire che le indagini vanno avanti, nulla di più e che l’arresto è scattato per il mancato rientro nel carcere di Padova dopo un permesso concesso in virtù del regime di semi libertà che gli era stato concesso.

Pochi i particolari che sono stati fino ad ora forniti sull’o perazione che ha permesso di riportare in cella il «Rambo». Quello che è certo è che i carabinieri dal 28 aprile scorso non hanno mai smesso di cercare tracce di Egger e la svolta è arrivata sabato pomeriggio, pare con una telefonata. Una «dritta» e una ventina di carabinieri sono partiti da Trento e Bolzano per trovarsi con i colleghi del gruppo di Ostia sul litorale laziale. Individuato, l’a ltoatesino è stato tenuto sotto controllo fino a quando, ieri mattina, è scattata la parte finale dell’operazione con la cattura del «Rambo».

Sorpreso, l’uomo si è lasciato ammanettare senza opporre resistenza anche perché, sembra, non aveva con sé nessuna arma. E adesso si trova in carcere dove dovrà scontare il resto della pena (era stato condannato a 25 anni per l’omicidio, a Merano, del carabiniere Candeloro Zamperini) e il periodo di detenzione che sarà deciso per la sua evasione. A quanto pare Egger a Ostia aveva un appartamento in uso anche se quando è stato fermato dai militari dell’Arma non era lì ma stava camminando per strada. A quanto pare aveva adottato un basso profilo e nessuno conosceva il suo nome. Intanto ai carabinieri - sia a quelli dei comandi provinciali di Trento e Bolzano che a quelli del Ros, il raggruppamento operativo speciale - arrivano i complimenti del procuratore capo Dragone per l’i ndagine che è stata portata avanti senza tentennamenti sotto il coordinamento del sostituto Davide Ognibene.

Anche se ad Egger non vengono contestate le due rapine in val di Non del mese scorso, i sospetti sono tanti. I due colpi (il primo il 10 ottobre a Vervò, il secondo il 30 a Brez) avevano la firma di un professionista. Una Skorpion come arma, poche parole per avere i soldi, la fuga in auto (una Y10 in entrambi i casi) che poi veniva bruciata e quindi il rapinatore - nel secondo caso erano in due - che fa perdere le sue tracce nei boschi.
(22 novembre 2009)
 
 
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