IL CASO
Poliziotto innamorato
fa causa al ministero
TRENTO. Tutta colpa di quel trasferimento mancato
se la sua vita è rovinata. Lasciato dalla futura sposa poco prima
del matrimonio, «relegato» in Emilia Romagna ormai da anni, lui che
aveva sperato fino all'ultimo di ottenere l'agognato avvicinamento
a casa per convolare a giuste nozze con la donna amata e mettere su
famiglia. E invece da Roma, dal ministero, è arrivato improvviso e
inatteso lo stop: «Nessun trasferimento in Trentino». Tutta colpa -
si legge nel provvedimento - della carenza di posti liberi a
Trento. Insomma: le condizioni non consentono di modificare la
pianta organica delle due questure (quella emiliana e quella
trentina) e dunque il trasferimento non si può portare a
termine.
La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno per il giovane
poliziotto trentino. Da cinque anni si trova ormai lontano da casa
e - confidando di potersi avvicinare a casa - si era dato da fare
per organizzare il matrimonio con la sua amata. La notizia del
mancato trasferimento, però, ha gettato nello sconforto la giovane
futura sposa. Il matrimonio è saltato, senza trasferimento non
c'erano più le condizioni per andare avanti. E così la storia
d'amore, lentamente, è scemata, messa ko dalla prospettiva di non
poter vivere una vicino all'altro, di non poter tornare a casa la
sera e ritrovarsi sotto lo stesso tetto.
La relazione, dunque, è finita nel peggiore dei modi: niente
matrimonio e niente trasferimento. In un batter d'occhio il
poliziotto trentino si è ritrovato da solo e lontano da casa. Il
suo umore è peggiorato, la nostalgia lo divorava e anche sul lavoro
questo stato d'animo ha creato conseguenze negative come quando -
durante una scorta - il giovane ha dovuto allontanarsi perché non
si sentiva bene.
Tutta colpa - sempre lui - di quel maledetto trasferimento mai
arrivato. E così il poliziotto ha deciso di rivolgersi ad un legale
per avere un parere. Impugnare il mancato avvicinamento al Tar?
Fare causa al ministero per i danni economici patiti per il mancato
matrimonio? Sono ipotesi ora al vaglio della dottoressa Manuela de
Pellegrini che seguendo il caso.
(21 novembre 2009)