LA RIFORMA
Scuola, 140 insegnanti
fanno ricorso al Tar
di Nicola Morandi
TRENTO. Saranno 140 le firme ad accompagnare il
ricorso al Tar promosso dagli istituti professionali nella loro
battaglia contro la delibera provinciale dell'11 settembre 2009.
Tante infatti sono le firme raccolte in soli due giorni tra i
docenti che vedono nell'azione intrapresa dall'assessore
provinciale Marta Dalmaso (il confluire degli indirizzi degli
istituiti professionali a carattere statale nel quadro dei nuovi
indirizzi dell'istruzione tecnica e/o istruzione e formazione
professionale per l'anno scolastico 2010 - 2011) una scelta imposta
che ridurrà l'offerta formativa e ne farà levitare i costi.
Un ricorso alla base del quale c'è la richiesta da parte degli
istituti professionali di «sospendere cautelarmente - si legge nel
documento presentato ieri pomeriggio all'istituto "Battisti" di
Trento - nelle more del giudizio di merito, il provvedimento
impugnato; di accogliere il ricorso e di conseguenza annullare il
provvedimento impugnato». A sostegno del ricorso potrebbero
arrivare anche circa 600 firme raccolte tra gli studenti dopo che
le loro famiglie hanno deciso di partecipare al malcontento dei
docenti. «Anche nell'ultimo comunicato stampa del 3 novembre - ha
commentato Maurizio Enea del "Don Milani" di Rovereto, istituto da
cui è partita l'idea di ricorrere al Tar - in cui viene riproposto
il discorso fatto dall'assessore Dalmaso è evidente come quanto
viene detto sia tutta una menzogna. Molte affermazioni che vengono
fatte non corrispondo a verità, siamo pronti a dimostrarlo».
Nel ricorso si parla infatti di omessa acquisizione preventiva del
parere obbligatorio consiglio del sistema educativo principale, di
incompetenza sul piano legislativo e di eccesso di potere e
travisamento del fatto, disparità di trattamento, manifesta
ingiustizia, motivazione apparente, irragionevole, infondata e
contraddittoria, dure accuse che presto raggiungeranno gli uffici
di piazza Dante. In parole povere gli istituti professionali
puntano il dito contro una Provincia che ha deciso di mettere mano
a competenze che spettano invece allo Stato senza richiedere il
parere del consiglio composto dai docenti, introducendo per giunta
un procedimento di assimilazione da parte degli istituti tecnici
estranea al resto d'Italia, persino nella vicina provincia di
Bolzano. «Questa delibera non solo elimina gli istituti
professionali - ha chiuso Stefania Scossoni del "Marie Curie" di
Pergine - ma raddoppia i tagli al personale».
(20 novembre 2009)