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domenica 22.11.2009 ore 06.55
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LA PANDEMIA

Influenza A, da ieri
vaccino per chi è a rischio

di Chiara Bert
TRENTO. «La situazione è sotto controllo, le assenze a scuola nella norma - ha rassicurato l'assessore alla salute Ugo Rossi - l'importante è vaccinare i bambini con malattie croniche». La diffusione della nuova influenza, ha ricordato il dottor Alberto Betta, «si sta rivelando più lenta del previsto e con un tasso d'attacco più basso». La campagna di vaccinazione è cominciata ieri. Tra i soggetti con priorità ci sono le donne in gravidanza, più esposte al rischio di complicanze.

Da ieri vaccino per le categorie a rischio.
Presso gli ambulatori dei distretti sanitari potranno vaccinarsi: personale sanitario, forze dell'ordine, vigili del fuoco (le altre categorie essenziali saranno vaccinate probabilmente nella seconda metà di novembre); bambini da 6 mesi a 14 anni con malattie croniche; bambini da 6 mesi a 2 anni nati gravemente pretermine; bambini che frequentano l'asilo nido; donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza (per loro - spiega Betta - il rischio di essere ricoverate per l'influenza A aumenta di 4 volte, e di 10 volte quello di essere sottoposte a cure intensive); infine le donne che hanno partorito da meno di 6 mesi (come forma di protezione del neonato che non può essere vaccinato).

Presso i medici di famiglia.
Possono vaccinarsi dai prossimi giorni (a seconda di quando arriverà il vaccino nei singoli ambulatori) le persone tra 15 e 64 anni con malattie croniche (cardiache e respiratorie in particolare), le donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza e quelle che hanno partorito da meno di 6 mesi.

A gennaio.
Nella seconda fase della campagna, prevista per la fine di gennaio 2010 - ha spiegato il dottor Valter Carraro - la vaccinazione riguarderà bambini e giovani sani, fino a 27 anni. I tempi potrebbero essere anticipati se sarà accelerata la fornitura dei vaccini, come chiesto ieri dalle Regioni allo Stato.


Giovani più a rischio.
La decisione del ministero della salute di non inserire le persone sopra i 65 anni nelle categorie da vaccinare - ha spiegato ancora Carraro - è basata sull'osservazione che questi soggetti si ammalano molto più raramente del resto della popolazione (1 su mille). Il rischio di contrarre il virus aumenta nei giovani: 33 casi ogni 1000 tra i 5 e i 14 anni, 5 su mille dai 15 ai 64.

«Non correte al pronto soccorso».
L'invito arriva dai dirigenti dell'Azienda sanitaria: «Non correte a fare il test e avete 39 di febbre e un po' di tosse, con l'effetto di intasare il pronto soccorso. L'influenza si cura stando a casa e rivolgendosi al medico di famiglia, che conosce la storia del paziente e sa quando è il caso di ricoverarlo».
(06 novembre 2009)
 
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