LA PANDEMIA
Influenza A, da ieri
vaccino per chi è a rischio
di Chiara Bert
TRENTO. «La situazione è sotto controllo, le
assenze a scuola nella norma - ha rassicurato l'assessore alla
salute Ugo Rossi - l'importante è vaccinare i bambini con malattie
croniche». La diffusione della nuova influenza, ha ricordato il
dottor Alberto Betta, «si sta rivelando più lenta del previsto e
con un tasso d'attacco più basso». La campagna di vaccinazione è
cominciata ieri. Tra i soggetti con priorità ci sono le donne in
gravidanza, più esposte al rischio di complicanze.
Da ieri vaccino per le categorie a rischio. Presso gli
ambulatori dei
distretti sanitari potranno
vaccinarsi: personale sanitario, forze dell'ordine, vigili del
fuoco (le altre categorie essenziali saranno vaccinate
probabilmente nella seconda metà di novembre); bambini da 6 mesi a
14 anni con malattie croniche; bambini da 6 mesi a 2 anni nati
gravemente pretermine; bambini che frequentano l'asilo nido; donne
al secondo o terzo trimestre di gravidanza (per loro - spiega Betta
- il rischio di essere ricoverate per l'influenza A aumenta di 4
volte, e di 10 volte quello di essere sottoposte a cure intensive);
infine le donne che hanno partorito da meno di 6 mesi (come forma
di protezione del neonato che non può essere
vaccinato).
Presso i medici di famiglia. Possono vaccinarsi dai
prossimi giorni (a seconda di quando arriverà il vaccino nei
singoli ambulatori) le persone tra 15 e 64 anni con malattie
croniche (cardiache e respiratorie in particolare), le donne al
secondo o terzo trimestre di gravidanza e quelle che hanno
partorito da meno di 6 mesi.
A gennaio. Nella seconda fase della campagna, prevista per
la fine di gennaio 2010 - ha spiegato il dottor Valter Carraro - la
vaccinazione riguarderà bambini e giovani sani, fino a 27 anni. I
tempi potrebbero essere anticipati se sarà accelerata la fornitura
dei vaccini, come chiesto ieri dalle Regioni allo
Stato.
Giovani più a rischio. La decisione del ministero della
salute di non inserire le persone sopra i 65 anni nelle categorie
da vaccinare - ha spiegato ancora Carraro - è basata
sull'osservazione che questi soggetti si ammalano molto più
raramente del resto della popolazione (1 su mille). Il rischio di
contrarre il virus aumenta nei giovani: 33 casi ogni 1000 tra i 5 e
i 14 anni, 5 su mille dai 15 ai 64.
«Non correte al pronto soccorso». L'invito arriva dai
dirigenti dell'Azienda sanitaria: «Non correte a fare il test e
avete 39 di febbre e un po' di tosse, con l'effetto di intasare il
pronto soccorso. L'influenza si cura stando a casa e rivolgendosi
al medico di famiglia, che conosce la storia del paziente e sa
quando è il caso di ricoverarlo».
(06 novembre 2009)