LO SWITCH-OFF
Digitale, oscurata la Rai
monta la rabbia a Rovereto
ROVERETO. Doveva essere l'ingresso dolce e
indolore in un futuro radioso. Ma a Rovereto il passaggio alla Tv
digitale ora sta mostrando tutte le sue spine. Centinaia di
famiglie che non vedono la Rai. E finalmente la verità: molti
impianti andranno rifatti o almeno sistemati.
Le telefonate in redazione sono decine. Da tutte le zone dalla
città, anche se il Brione sembra essere la più tartassata, e da
ogni tipologia di utenti: giovani e anziani, chi abita in
condominio e chi in case indipendenti. I problemi sono gli stessi:
i tre canali Rai che si vedono a singhiozzo o per niente. Discorsi
molto simili. Per tutti, il maestro Tullio Dell'Eva: «Prima
vedevamo i 4 o 5 canali che ci interessavano. Adesso ne abbiamo
100, che non ci interessano, ma non vediamo più i 3 Rai. Quelli per
i quali paghiamo il canone. Ho comprato due decoder, poi un
televisore, poi ho chiamato due volte un tecnico per la sintonia. E
ancora niente. Ora mi dicono di far rivedere l'impianto: i soldi
non li trovo per strada».
E in effetti pare che la fine di tanti proclami rassicuranti sia
proprio questa: molti impianti avranno bisogno di essere
risistemati. Lo ammette anche Nicola Rossetto, responsabile per il
Trentino di RayWay: «Non abbiamo intenzione di fare altro sui
ripetitori, non abbiamo miglioramenti da apportare. Il territorio è
coperto dal segnale Rai. Chi non riesce a vederla, chiami un
antennista perchè è il suo impianto che deve essere
sistemato».
Parlando con un tecnico, le ragioni si capiscono. Oggi Rai
trasmette sulla frequenza 219,5, il canale E11. Prima trasmetteva
su 186. Le antenne usate da sempre erano idonee a ricevere quella
frequenza e non lo sono per la nuova. Impianti perfetti, con poca
dispersione di segnale e amplificati a dovere, possono supplire
all'antenna «sbagliata». Gli altri no. E a creare dispersione è
tutto: deviazioni, lunghezza dei cavi, orientamento non perfetto
dell'antenna. Tanto che capita che lo stesso impianto mandi un
segnale abbastanza forte in una stanza, ma insufficiente in
un'altra, magari per 10 metri di cavo in più. Insomma, tocca
chiamare un antennista. Che verifici e intervenga. E pagarlo. Cosa
oltremodo fastidiosa perchè non era nel conto: il messaggio è
sempre stato che col decoder si sarebbe ricevuta la nuova tv
digitale, senza problemi e senza spese. «E' un furto agli utenti -
tuona Carla Tomasoni - privati di un pubblico servizio». E annuncia
la costituzione di un comitato, con il mancato pagamento del canone
come strumento di lotta.
(05 novembre 2009)