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domenica 22.11.2009 ore 06.54
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IL FENOMENO

Il lago di Ledro
si tinge di rosso

di Cesare Guardini
LAGO DI LEDRO. A quasi quindici anni di distanza dall'ultima comparsa, nel lago di Ledro è tornata a fiorire la planktothrix, alga unicellulare appartenente alle cianoficee che provoca sulla superficie dell'acqua una colorazione rossastra, tendente al mattone. Il fenomeno è stato osservato nell'ultimo fine settimana, con particolare intensità nello specchio di lago antistante il Museo delle palafitte, a causa -dicono gli esperti- delle correnti che ammassano nell'imbuto terminale dello specchio d'acqua concentrazioni più alte dell'alga.

Non si tratta d'una novità: Giuliano Pellegrini, presidente dell'Unione dei comuni ledrensi, cita una serie di episodi che risalgono ai primi anni Ottanta, studiati da un'equipe dell'Università di Padova. La dottoressa Chiara Defrancesco, dirigente dell'Azienda provinciale per la protezione ambientale, cita una fioritura analoga all'attuale risalente al 1995: da allora, a causa d'un miglioramento delle condizioni generali del lago -catalogato dal 1996 come mesotrofico- il fenomeno non s'è più ripresentato. Siccome non risulta un aumento dei nutrienti scaricati nel lago, il ritorno dell'alga rossa dev'essere indotto dalle particolari condizioni climatiche che hanno caratterizzato il settembre e parte dell'ottobre con temperature largamente al di sopra delle medie stagionali.

La planktothrix però, a differenza delle schiume bianche o dell'anabaena che comparivano nel Garda, è un brutto cliente, dal momento che questi ceppi di oscillatoria possono produrre delle microcistine, tossine che provocano irritazione alle mucose, gastroenteriti se ingerite, reazioni di tipo allergico se vengono respirate (in seguito ad episodi di sbattimento dell'acqua). La letteratura cita il lago di Occhito, al confine fra le province di Foggia e Campobasso, 13 chilometri quadrati, 333 milioni di metri cubi d'acqua, che rifornisce gli acquedotti di 13 comuni; ma anche casi di malattie epatiche gravi, registrati in Usa ed in Brasile. L'Azienda sanitaria provinciale, appena avuta segnalazione del fenomeno, ha spedito un'equipe coordinata dal dottor Guizzardi ad effettuare prelievi ed analisi per accertare la portata del fenomeno. I prelievi sono stati eseguiti l'altro ieri, in due punti del lago, ed il laboratorio ha già fornito i responsi.


In centro lago la concentrazione dell'alga è risultata di 0,43 microgrammi per litro, a fronte d'un limite che la legge fissa in 0,84 microgrammi: quindi una metà della soglia. Invece nello specchio davanti al museo la concentrazione è di 1,8 microgrammi per litro, più o meno il doppio del limite attuale. Peraltro c'è da segnalare che l'Organizzazione mondiale della sanità sta suggerendo di ritoccare in aumento il limite, portandolo a 25 microgrammi/litro. I rischi restano bassissimi, anche in considerazione del fatto che la stagione della balneazione è ormai chiusa e quindi assai improbabile un'ingestione dell'alga, anche nelle minimali dosi d'una «bevuta» durante un bagno. L'Azienda sanitaria ha provveduto per tutta la stagione della balneazione a campionature quindicinali dell'acqua (previste dal piano algale della provincia non solo sui laghi dichiaratamente eutrofici, Caldonazzo, Serraia, Terlago, Canzolino ed Idro, ma anche su Ledro, Levico e Garda) senza aver riscontrato in alcun caso presenze significative dell'alga. Proprio perchè tracce di planktothrix sono presenti in tutti i laghi subalpini, in Austria, Francia, Germania e Svizzera, la vigilanza è costante, e garantisce condizioni di assoluta tranquillità.
(28 ottobre 2009)
 
 
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