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venerdì 19.03.2010 ore 07.22
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Annessi? Macché, riunificati

Cortina, Fodom e Colle chiedono, gardenesi e badioti nicchiano
di Mauro Fattor
ORTISEI. La Ladinia è un luogo immaginario. O forse no. È un desiderio, un destino, un'opportunità. O forse no. Forse semplicemente non esiste una Ladinia, ne esistono tante: un'aspirazione condivisa costruita attorno alle bastionate del Sella. Ma quella è roccia, mica acqua e le montagne possono dividere almeno quanto riescono ad unire. Tante Ladinie, tante teste, tanti sguardi diversi su quei paretoni gialli e neri mai identici a se stessi. Basta spostarsi di poco e cambia tutto. Esattamente quanto sta accadendo in questi giorni dopo che Cortina d'Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia hanno imboccato con decisione la strada del referendum per chiedere il distacco dal Veneto e l'annessione alla Provincia autonoma di Bolzano. Questi i fatti nudi e crudi. Ma ad essere proprio precisi precisi, i promotori della consultazione - vale a dire l'Union de i Ladins de Anpezo, da Fodom, da Col, e la Consulta ladina che li racchiude in un unico organismo - non parlano di annessione bensì di «riunificazione dei rispettivi territori alla Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, ingiustamente separati a seguito della Prima Guerra Mondiale e, contro la volontà della popolazione, aggregati alla Regione del Veneto». Riunificazione dunque, non altro, nel nome della comune identità ladina con i fratelli separati della Val Gardena, della Val Badia e della Val di Fassa visto che «la minoranza ladina dei tre Comuni bellunesi, non avendo le tutele dei ladini che vivono nella vicina regione autonoma, sta subendo continuamente depauperamento di tutti i suoi valori con l'espulsione dei residenti, sempre più soffocati e costretti a subire gravissime imposizioni esterne».

Insomma, un grido di dolore che parte da lontano e che solo ora, dopo molti tentativi abortiti nel corso degli anni, è riuscito ad imboccare la strada della rivendicazione politica. Rivendicazione che, proprio per come è stata impostata l'intera faccenda, ha nella questione della ladinità di Cortina, Colle e Livinallongo il proprio cuore pulsante. Non una semplice richiesta di autogoverno territoriale quindi, ma l'esplicitazione di un sentimento di appartenenza, cioè qualcosa di molto diverso e di più profondo. E anche di più complesso. Con un rischio intrinseco (in)consapevole, cioè quello che se - per qualsiasi motivo - fosse messa in dubbio l'effettiva ladinità dei tre Comuni, perderebbe immediatamente di slancio e vigore anche la richiesta di lasciare il Veneto per raggiungere altre sponde. Per la gioia di Galan. Già oggi - ma non poteva essere diversamente - qualcuno parla di richiesta strumentale cammuffata con motivazioni pseudoculturali. A fare gola - si dice - in realtà sarebbero infatti le pingui casse dell'amministrazione pubblica altoatesina, assai più che tutto il resto. Così il «caso Cortina» è diventato un caso nazionale. Ma cosa pensano i diretti interessati dei tre Comuni bellunesi? Come rispondono alle critiche? E cosa pensano i molti non-ladini-e-non-aspiranti-tali che in quei paesi abitano? E i fratelli separati di Alto Adige e Trentino? Loro cosa ne pensano? Non gli interlocutori istituzionali ladini (in qualche modo obbligati alla solidarietà), ma la gente che abita in Val Badia, in Val Gardena, in Val di Fassa. Sono pronti a tendere la mano agli amici ampezzani e fodomi, o preparano la grande beffa? Abbiamo cercato di capirlo. Siamo andati sul luogo del delitto a abbiamo chiesto, a lungo parlato, e soprattutto ascoltato. Alla fine ne è venuto fuori un quadro tutt'altro che omogeneo. Con significative differenze non solo dentro le tre province, ma da una valle all'altra, da un paese all'altro e in modo trasversale tra le diverse categorie economiche e sociali. Insomma, chi si aspettava la solidarietà incondizionata degli altoatesini o dei trentini alle richieste bellunesi, dovrà in parte ricredersi. Non è così, e questo è già il primo dato di fatto da cui è difficile sfuggire. Soprattutto in Alto Adige la freddezza di gardenesi e badioti di fronte alle richieste di Cortina, Colle e Livinallongo, è palpabile. Anzi, predomina un ulteriore distinguo così sintetizzabile: insomma, sì dai, benino il Fodom, ma gli ampezzani quelli sono lontani. Troppo.
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