Annessi? Macché, riunificati
Cortina, Fodom e Colle chiedono, gardenesi e badioti nicchiano
di Mauro Fattor
ORTISEI. La Ladinia è un luogo immaginario. O forse no. È un
desiderio, un destino, un'opportunità. O forse no. Forse
semplicemente non esiste una Ladinia, ne esistono tante:
un'aspirazione condivisa costruita attorno alle bastionate del
Sella. Ma quella è roccia, mica acqua e le montagne possono
dividere almeno quanto riescono ad unire. Tante Ladinie, tante
teste, tanti sguardi diversi su quei paretoni gialli e neri mai
identici a se stessi. Basta spostarsi di poco e cambia tutto.
Esattamente quanto sta accadendo in questi giorni dopo che Cortina
d'Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia hanno imboccato con
decisione la strada del referendum per chiedere il distacco dal
Veneto e l'annessione alla Provincia autonoma di Bolzano. Questi i
fatti nudi e crudi. Ma ad essere proprio precisi precisi, i
promotori della consultazione - vale a dire l'Union de i Ladins de
Anpezo, da Fodom, da Col, e la Consulta ladina che li racchiude in
un unico organismo - non parlano di annessione bensì di
«riunificazione dei rispettivi territori alla Regione Trentino-Alto
Adige/Südtirol, ingiustamente separati a seguito della Prima Guerra
Mondiale e, contro la volontà della popolazione, aggregati alla
Regione del Veneto». Riunificazione dunque, non altro, nel nome
della comune identità ladina con i fratelli separati della Val
Gardena, della Val Badia e della Val di Fassa visto che «la
minoranza ladina dei tre Comuni bellunesi, non avendo le tutele dei
ladini che vivono nella vicina regione autonoma, sta subendo
continuamente depauperamento di tutti i suoi valori con
l'espulsione dei residenti, sempre più soffocati e costretti a
subire gravissime imposizioni esterne».
Insomma, un grido di dolore che parte da lontano e che solo ora,
dopo molti tentativi abortiti nel corso degli anni, è riuscito ad
imboccare la strada della rivendicazione politica. Rivendicazione
che, proprio per come è stata impostata l'intera faccenda, ha nella
questione della ladinità di Cortina, Colle e Livinallongo il
proprio cuore pulsante. Non una semplice richiesta di autogoverno
territoriale quindi, ma l'esplicitazione di un sentimento di
appartenenza, cioè qualcosa di molto diverso e di più profondo. E
anche di più complesso. Con un rischio intrinseco (in)consapevole,
cioè quello che se - per qualsiasi motivo - fosse messa in dubbio
l'effettiva ladinità dei tre Comuni, perderebbe immediatamente di
slancio e vigore anche la richiesta di lasciare il Veneto per
raggiungere altre sponde. Per la gioia di Galan. Già oggi - ma non
poteva essere diversamente - qualcuno parla di richiesta
strumentale cammuffata con motivazioni pseudoculturali. A fare gola
- si dice - in realtà sarebbero infatti le pingui casse
dell'amministrazione pubblica altoatesina, assai più che tutto il
resto. Così il «caso Cortina» è diventato un caso nazionale. Ma
cosa pensano i diretti interessati dei tre Comuni bellunesi? Come
rispondono alle critiche? E cosa pensano i molti
non-ladini-e-non-aspiranti-tali che in quei paesi abitano? E i
fratelli separati di Alto Adige e Trentino? Loro cosa ne pensano?
Non gli interlocutori istituzionali ladini (in qualche modo
obbligati alla solidarietà), ma la gente che abita in Val Badia, in
Val Gardena, in Val di Fassa. Sono pronti a tendere la mano agli
amici ampezzani e fodomi, o preparano la grande beffa? Abbiamo
cercato di capirlo. Siamo andati sul luogo del delitto a abbiamo
chiesto, a lungo parlato, e soprattutto ascoltato. Alla fine ne è
venuto fuori un quadro tutt'altro che omogeneo. Con significative
differenze non solo dentro le tre province, ma da una valle
all'altra, da un paese all'altro e in modo trasversale tra le
diverse categorie economiche e sociali. Insomma, chi si aspettava
la solidarietà incondizionata degli altoatesini o dei trentini alle
richieste bellunesi, dovrà in parte ricredersi. Non è così, e
questo è già il primo dato di fatto da cui è difficile sfuggire.
Soprattutto in Alto Adige la freddezza di gardenesi e badioti di
fronte alle richieste di Cortina, Colle e Livinallongo, è
palpabile. Anzi, predomina un ulteriore distinguo così
sintetizzabile: insomma, sì dai, benino il Fodom, ma gli ampezzani
quelli sono lontani. Troppo.