IL COMMENTO
Una vittoria personale
e del "modello Trentino"
di Pierluigi Depentori
Lorenzo Dellai ha vinto dunque anche questa nuova sfida: con il 57%
dei voti ha schiantato Divina e ha di fatto eretto un muro contro
il vento leghista che voleva soffiare con forza anche in Trentino,
unica terra del Nordest nelle mani del centrosinistra. Quello di
Dellai è prima di tutto un successo personale: anzitutto perché ha
preso quasi diecimila voti in più della sua coalizione, e poi
perché lo stesso governatore uscente aveva quasi sfidato i trentini
a una sorta di referendum su di lui e sull'operato della sua
amministrazione. E i trentini hanno risposto votandolo, riportando
la barra della provincia dritta al centro con uno sguardo
importante verso sinistra. Divina e il centrodestra avevano forse
le migliori condizioni possibili: una inchiesta giudiziaria
arrivata a poco più di un mese dalle elezioni, un governo nazionale
col vento in poppa e che è salito a Trento in gran forza per
sostenere Divina. Ma l'aver agitato le folle trentine sui temi
della sicurezza e dell'immigrazione si è rivelato - nei fatti - un
boomerang. Dall'altra parte, la crisi finanziaria che ha
attanagliato anche le famiglie trentine hanno forse dato un
involontario aiuto a Dellai, come lui stesso ha ammesso pochi
minuti fa: "La gente non fa salti nel buio in condizioni come
queste".
Assieme a Dellai a trionfare è stato il Partito Democratico. Con il
21,61% non solo è arrivato al primo posto nella classifica dei
partiti, ma ha messo quasi quattro punti percentuali di distanza
con l'Upt a segnare uno spostamento a sinistra dell'asse di
coalizione. L'ex sindaco di Trento Alberto Pacher, con il suo
successo personale di oltre tredicimila voti, si candida ad essere
il vicepresidente e a prendere il testimone di Dellai fra cinque
anni.
Il primo a telefonare a Dellai e Pacher è stato Walter Veltroni: a
Roma il Pd aveva bisogno di una vittoria che permettesse di
rialzare la testa. E così dopo il bagno di folla della
manifestazione di Roma, il netto successo di Trento fa già parlare
i leader nazionali di una seconda fase. In quest'ottica assume una
grande importanza il ruolo dell'Udc: se qui a Trento la sua
esclusione sarà premiata con un assessorato esterno, a Roma c'è chi
già pensa a una alleanza organica da realizzare a breve. Dellai si
frega le mani: ancora una volta il vero sperimentatore è stato
lui.
Nel centrodestra è già tempo di lunghi coltelli. La sconfitta è
stata inattesa, almeno nelle proporzioni, e Pdl e Lega già in
mattinata si rimpallavano la responsabilità della scoppola
elettorale. Divina tornerà a Roma, e con lui Fugatti: a Trento
rischiano di rimanere solo i cocci.
(10 novembre 2008)