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mercoledì 10.02.2010 ore 03.35
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IL COMMENTO

Una vittoria personale
e del "modello Trentino"

di Pierluigi Depentori
Lorenzo Dellai ha vinto dunque anche questa nuova sfida: con il 57% dei voti ha schiantato Divina e ha di fatto eretto un muro contro il vento leghista che voleva soffiare con forza anche in Trentino, unica terra del Nordest nelle mani del centrosinistra. Quello di Dellai è prima di tutto un successo personale: anzitutto perché ha preso quasi diecimila voti in più della sua coalizione, e poi perché lo stesso governatore uscente aveva quasi sfidato i trentini a una sorta di referendum su di lui e sull'operato della sua amministrazione. E i trentini hanno risposto votandolo, riportando la barra della provincia dritta al centro con uno sguardo importante verso sinistra. Divina e il centrodestra avevano forse le migliori condizioni possibili: una inchiesta giudiziaria arrivata a poco più di un mese dalle elezioni, un governo nazionale col vento in poppa e che è salito a Trento in gran forza per sostenere Divina. Ma l'aver agitato le folle trentine sui temi della sicurezza e dell'immigrazione si è rivelato - nei fatti - un boomerang. Dall'altra parte, la crisi finanziaria che ha attanagliato anche le famiglie trentine hanno forse dato un involontario aiuto a Dellai, come lui stesso ha ammesso pochi minuti fa: "La gente non fa salti nel buio in condizioni come queste".

Assieme a Dellai a trionfare è stato il Partito Democratico. Con il 21,61% non solo è arrivato al primo posto nella classifica dei partiti, ma ha messo quasi quattro punti percentuali di distanza con l'Upt a segnare uno spostamento a sinistra dell'asse di coalizione. L'ex sindaco di Trento Alberto Pacher, con il suo successo personale di oltre tredicimila voti, si candida ad essere il vicepresidente e a prendere il testimone di Dellai fra cinque anni.

Il primo a telefonare a Dellai e Pacher è stato Walter Veltroni: a Roma il Pd aveva bisogno di una vittoria che permettesse di rialzare la testa. E così dopo il bagno di folla della manifestazione di Roma, il netto successo di Trento fa già parlare i leader nazionali di una seconda fase. In quest'ottica assume una grande importanza il ruolo dell'Udc: se qui a Trento la sua esclusione sarà premiata con un assessorato esterno, a Roma c'è chi già pensa a una alleanza organica da realizzare a breve. Dellai si frega le mani: ancora una volta il vero sperimentatore è stato lui.

Nel centrodestra è già tempo di lunghi coltelli. La sconfitta è stata inattesa, almeno nelle proporzioni, e Pdl e Lega già in mattinata si rimpallavano la responsabilità della scoppola elettorale. Divina tornerà a Roma, e con lui Fugatti: a Trento rischiano di rimanere solo i cocci.
(10 novembre 2008)
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