Grande Guerra nelle gallerie
migliaia in fila a Piedicastello
Successo per l’apertura della mostra: in 1.500 hanno visitato i due allestimenti
di Sara Marcolla
Un’inaugurazione da record: oltre 1500 persone hanno affollato la
nuova piazza di Piedicastello per l’apertura al pubblico delle
gallerie dismesse, che da ieri sera fino al 16 novembre ospiteranno
la mostra “I Trentini e la Grande guerra. Un popolo scomparso e la
sua storia ritrovata”. Forse per la particolarità dell’allestimento
di questa esposizione o forse anche per la fumante polenta che
attendeva i visitatori all’uscita delle gallerie, ma l’i
naugurazione ha riscosso un enorme successo fra il pubblico
trentino. Un vero assalto.
Tanta la curiosità della gente di fronte a un luogo così insolito
per ospitare una mostra. E tra la folla era presente anche il
governatore Dellai che, dopo l’inaugurazione ufficiale della
mattina, ha presenziato anche quella della sera: «Questa che è
stata per decenni una ferita urbanistica per la città, ora diventa
un luogo di cultura e di aggregazione». Il pubblico che aspettava
di entrare era talmente numeroso che è stato necessario suddividere
le persone in gruppi, per poter permettere a tutti di vedere l’a
llestimento interno senza creare confusione.
Nella galleria nera infatti, che ospita proiezioni e documentari
sul conflitto mondiale, si possono verificare dei problemi di
audio, se troppo affollata. Molti hanno dovuto quindi aspettare
fuori e attendere il proprio turno; e qualcuno, per ingannare l’a
ttesa, ha deciso di dare priorità alla polenta e fagioli. Il tunnel
nero ha riscosso maggior successo, le persone ne uscivano molto
colpite. Di certo questa prima galleria è di forte impatto perché
avvolge le persone nel buio totale e le immerge completamente nella
storia attraverso la proiezione di filmati e fotografie di soldati,
civili, città distrutte, battaglie sul campo. «E’ molto suggestiva,
ha un impatto emotivo immediato - ci dice Giuliano Baroni, 81 anni,
venuto da Rovereto apposta per vedere la mostra. - L’unico problema
è che abbiamo dovuto correre un po’ perché c’è tanta gente, ma
verrò con più calma, per ascoltare anche l’audio e soffermarmi a
vedere le immagini, che sono inedite. L’architettura della mostra?
Assolutamente fuori di testa, ma speciale. E’ un ottimo modo per
recuperare queste vecchie strutture».
Renzo Oss e la moglie Ada sono molto emozionati «Mi sembra di
vedere in quelle immagini le storie che mi raccontava mio padre.
Una mostra eccezionale, che permette a tutti di vedere quel che è
stato». Ma c’è anche qualcuno che non risparmia alcuna critica all’i
dea. «Ci aspettavamo di vedere la storia di noi trentini, a non
abbiamo trovato nulla - lamentano Mario Moser e Carlo Refatti; -
sono fotografie e documenti che abbiamo già visto. Siamo delusi».
Suor Giovanna viene da Macerata ed è in vacanza a Folgaria: «Sono
venuta qui perché la nostra scuola è dedicata a Eugenio Nicolai, un
soldato di 24 anni morto in guerra su questi monti del Trentino, ad
Asiago. Abbiamo saputo di questa mostra e quindi abbiamo subito
voluto vederla. E’ particolare anche perché coinvolge il pubblico,
è interattiva». Tanti anche i giovani e i bambini che guardano con
interesse le fotografie e gli oggetti dei soldati e delle loro
famiglie. Barbara è una studentessa di Trento. «Non male l’idea di
allestire le gallerie con questa esposizione. Spero tuttavia che
propongano anche altri iniziative, ad esempio spazi per giovani o
per concerti». Andrea Cosi vuole certamente ritornare a vedere la
mostra: «C’era troppa gente, non ho avuto il tempo di fermarmi a
vedere per bene le immagini».
(20 agosto 2008)