Il manager a capo della Borsa Italiana è stato scelto ieri come numero uno della finanziaria «Le nostre aziende devono ingrandirsi perché fuori c’è anche un mondo che cresce in fretta»
TRENTO. E’ il nuovo presidente dell’Isa, scelto ieri dall’assemblea dei soci e salutato con un lungo applauso. Massimo Tononi, il manager di puro sangue trentino ma prestato alle fortune finanziarie del mondo - in modo particolare alla City londinese - da ieri è al vertice dell’Istituto Atesino di sviluppo che conta partecipazioni in 40 società nei settori che vanno dal bancario all’assicurativo, dall’immobiliare all’industriale. Massimo Tononi, classe 1964, bocconiano, dopo le esperienze professionali degli esordi in Goldman Sachs ha continuato a scalare l’olimpo finanziario internazionale permettendosi anche una parentesi “politica” come sottosegretario nel governo Prodi. Ora, tra i ruoli principali che ricopre c’è la presidenza di Borsa Italiana ed è membro del board della Borsa londinese.
Presidente, cosa l’ha spinta ad accettare questo incarico?
Direi che quando mi hanno fatto la proposta hanno risvegliato le corde sentimentali. Ora avrò un motivo in più per tornare a Trento un po’ più spesso.
Lei vive a Londra, ci saranno dei problemi nell’interpretare al meglio il suo ruolo?
In effetti ci sono dei problemi logistici, ma sono sicuro che con l’amministratore Franceschi lavoreremo bene. Lo conosco, da un paio d’anni già ci rapportiamo in Mittel. Non sarà sempre a Trento, ma l’interscambio sarà continuo.
Ha già in mente come caratterizzare la sua presidenza in Isa?
Porterò il mio piccolo contributo in una realtà che è molto solida. Prima dovrò conoscere bene Isa e il mondo in cui operà. Ma ci sarà continuità nei tre capisaldi che hanno sempre costituito la base dell’operatività dell’Istituto: solidità, affidabilità e pazienza. Resteremo fedeli a questi principi, anche perché non è certo la stagione delle speculazioni. Al di là dei profitti, sono importanti anche le relazioni a lungo termine. Ecco, l’Isa porta un capitale “paziente”.
Affari ed eticità, spesso sono termini che non vanno d’accordo. In Isa, invece, sono un caposaldo: lo si è visto anche nell’ultima presa di distanze dall’operazione Orocash.
Guardi, l’eticità ci deve essere sempre. Chi pensa solo al profitto a lungo termine risulta perdente perché va a perdere tutti i rapporti. Quindi Isa continuerà a fare del bene ai suoi soci e al territorio con la stessa filosofia che l’ha portata a fare una scelta precisa, assieme a Mittel e Fondazione, sulla vicenda Orocash.
Il territorio, appunto. Il presidente Dellai ha chiesto al governo di poter investire qui i fondi pensione. Scelta positiva?
Tutte le risorse fanno comodo. Io non conosco alal perfezione le dinamiche trentine, ma credo sia necessario che si sottoscriva un patto con le aziende. Benissimo aiutare, ma è necessario che le imprese si rafforzino in dimensione e in capitale disponibile. Cambia la logica del “piccolo è bello” e l’internazionalizzazione è necessaria.
Ma su cosa dovrebbe puntare il Trentino?
Non è detto che serva limitare i settori. Certo, magari le specialità delle energie rinnovabili, nell’alta tecnologia e nel turismo di qualità potrebbero riuscire meglio. Però il Trentino gode di un tessuto sociale ottimo, con cooperative e volontariato di livello, una università tra le migliori, una posizione geografica invidiabile e una buona disponibilità di risorse finanziarie. Insomma, gli ingredienti pe rfare bene ci sono tutti. Spesso ci facciamo ingannare dal fatto che in Italia va male e sia ovunque così. Ma fuori c’è il mondo: la Cina cresce, il Sud America pure e, in parte, anche il Nord America. E in questo mondo bisogna andarci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Top Ebook
Male necessario
di Antropoetico
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi