Blitz al sacrario del Pasubio: «Dobbiamo tramandare la memoria ai giovani» Riunione a Rovereto per le manifestazioni del Centenario della Grande Guerra
ROVERETO. A sorpresa, almeno per la delegazione roveretana, è arrivato il ministro degli interni Annamaria Cancellieri. Il tono della tradizionale commemorazione dei caduti della Grande Guerra è rispecchiato dalle parole del ministro: «Qui c’è la storia della Prima guerra mondiale, e un pezzo fondante della nostra storia patria. Qui si è fatta l’Italia. Se non ci fossero stati questo soldati, arrivati da ogni parte d’Italia, forse anche la nostra storia sarebbe stata diversa. Questo è il messaggio che dobbiamo dare alle giovani generazioni: trasmettere loro la storia e la memoria». Il ministro Cancellieri si è poi trattenuta a mangiare polenta nel vicino ristorante, mentre il secondo momento della celebrazione - che come ogni anno ricorda la battaglia simbolo del Pasubio, quella del 2 luglio 1916, in cui tra morti e dispersi si contarono in un solo giorno 2797 soldati italiani ne 587 austriaci (le vittime totali tra il 1915 e il 1918 sul Pasubio furono circa 13 mila) - si è concretizzato nell’assemblea della Fondazione 3 novembre 1918, che comprende i comuni di Rovereto, Vicenza, Schio e Valdagno. Il vicesindaco Gianpaolo Daicampi ha concordato con gli altri rappresentanti delle amministrazioni coinvolte che la prossima riunione si terrà a Rovereto. Sarà l’occasione per concordare le iniziative ufficiali per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra e il direttore del Museo storico della guerra, Camillo Zadra, ha annunciato il tema portante per il 2015, che sarà dedicato ai profughi e agli internati trentini. Furono 70 mila i trentini internati dall’Austria in Boemia, Moravia, Austria Superiore e Inferiore, mentre altri 30 mila profughi delle zone di guerra finirono sparsi nel Regno d’Italia. Centomila trentini, su una popolazione che allora comprendeva 370 mila abitanti (incluso l’Ampezzano) vennero così evacuati. Per il 2015 ci sono due pubblicazioni a cura del Laboratorio di storia coordinato da Diego Leoni e con la partecipazione del Museo della guerra, una di tipo memorialistico-fotografico, l’altra una raccolta di saggi. Inoltre verrà allestita una grande mostra fotografica provinciale, più altre locali, e sul tema dei profughi trentini si terrà un convegno internazionale. Le associazioni coinvolte stanno già raccogliendo il materiale.
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