Fondazioni, la «finanza della gente»

Il gotha dell’economia ieri a Predazzo. Il vice-ministro Grilli: «Ma attenti a non chiudersi troppo nel locale»

    di Silvia Siano

    PREDAZZO. Rigore e solidarietà: due facce della stessa medaglia, indispensabili per trainare il paese fuori dalla crisi. Insieme alla micro finanza, che sostiene le piccole e medie imprese sul territorio e della quale le fondazioni bancarie si rendono protagoniste. Il viceministro dell'economia, Vittorio Umberto Grilli, ospite alla scuola alpina della guardia di finanza di Predazzo, durante un confronto sulle fondazioni come bene originario delle comunità locali, lo dice chiaramente. L'Italia deve cambiare passo e recuperare quell'idea di "bene comune" della quale sul territorio ci sono esempi tangibili, come le fondazioni. "Il rigore senza solidarietà si trasforma presto in egoismo, la solidarietà senza rigore diventa illusione. Per rendere più forte la struttura economica nazionale ed internazionale, bisogna saper condividere e mettere in comune i valori fondanti della società. Come accade nelle fondazioni, esempio vivo di rigore nella gestione del patrimonio e di solidarietà nel sostegno delle attività".

    La nuova Italia passa attraverso la creazione di un modello economico davvero unito. "Il nostro futuro, se vogliamo assicurare tranquillità economica al paese e ai nostri figli, deve essere costruito all'interno della grande casa che è l'Europa, dove però la governance è ancora incompleta. Esistono ancora differenze tra i paesi, ma un modello di vera unione politica europea, è possibile recuperando l'idea iniziale quella del progetto di pace". La logica del dare e dell'avere alla comunità di appartenenza si concretizza nella sfida del prossimo futuro: la microfinanza. "Le fondazioni bancarie giocheranno un ruolo fondamentale nel sostenere piccoli imprenditori e realtà locali. Ma la vocazione tipicamente territoriale deve allargare i suoi orizzonti e spingersi oltre frontiera. Fare solidarietà in casa propria è limitante". La nuova frontiera di impegno delle fondazioni è l'housing sociale. Un ambito sul quale la Fondazione Caritro ha già messo gli occhi da tempo.

    Nato vent’anni anni fa, l’ente vanta un bilancio sociale di 380 milioni di euro e una costanza di erogazioni di circa un centinaio di milioni in buona parte negli ultimi cinque anni. “Come fondazione Caritro – spiega il presidente della fondazione Enrico Zobele - eroghiamo circa 7 milioni all’anno in ricerca e innovazione (45%), formazione e istruzione (30%) e il resto in cultura e welfare. Andremo certamente a rivedere le percentuali per andare ancora più incontro alle esigenze della comunità. Ci consideriamo un vero partner del territorio, come dimostra il fatto che siamo investitori istituzionali in Dolomiti Energia e nel fondo per le iniziative strutturali».

    «Le Fondazioni continuino a sostenere quei settori spesso ignorati dai grandi finanziatori, come la ricerca, l’innovazione e risorse umane», ha detto invece il presidente della Provincia Lorenzo Dellai, per mil quale «parlare di Fondazioni significa lanciare un messaggio di speranza e di fiducia nel nostro Paese, perché significa riscoprire realtà solide. Perché è di questo che il paese ha bisogno, di poter credere nella stabilità, in una società che sposa la precarietà come nuovo modello di vita». Dellai infine ha auspicato che «le Fondazioni continuino ad investire in settori quali la ricerca, l’innovazione e le risorse umano. Sono questi tre elementi che possono aiutare l’Italia a ritrovare lo slancio e la ripresa di un tempo».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    24 giugno 2012
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