TRENTO. Visiti venti castelli, raccogli i bollini e se ti va dritta, al sorteggio, ti sollazzi alle Terme, (di Comano). Visiti meno castelli, raccogli i bollini, e ti porti a casa prodotti locali e...
TRENTO. Visiti venti castelli, raccogli i bollini e se ti va dritta, al sorteggio, ti sollazzi alle Terme, (di Comano). Visiti meno castelli, raccogli i bollini, e ti porti a casa prodotti locali e altri premi che non faranno la fortuna, ma piacere sì. La «rete dei castelli trentini» - o per meglio dire la prima maglia di una rete che si promette sempre più fitta , scientificamente solida e culturalmente innovativa, è stata presentata in pompa magna ieri a Trento. Il tessitore - lodi multiple e quasi da imbarazzo - è il direttore del Buonconsiglio, Franco Marzatico, che essendo personaggio poco avezzo all’imbrodamento, ha subito e, appunto, sottolineato come l’aspetto promozional turistico della rete castellana sia solo una tappa, (per quanto significativa), di un progetto in itinere. Di spessore e di ambizione. Lo spessore di una sinergia tra castelli pubblici e privati molto più facile a dirsi che a farsi. L’ambizione di offrire al vacanziero e all’indigeno la scoperta di un patrimonio storico culturale di invidiabile vastità e qualità, (300 castelli, un centinaio in piedi, molti ruderi ma in ogni caso una testimonianza che se ben usata può fare turismo, cassetta ma anche, e soprattutto, didattica). Ecco dunque la «Carta fedeltà», (a premi), copiata da quegli spagnoli che hanno saputo fare tesoro di rifugi e monasteri. Ed ecco la selezione di 20 manieri gioiello da inserire nella «carta). Ed ecco, ancora, la scelta di sette castelli da animare in estate attraveso l’arte varia: musica, prosa, folclore e rievocazione per stuzzicare interesse, partecipazione e fors’anche un po’ di meraviglia . Cosicchè Thun, Drena, Buonconsiglio, Toblino, Corno, Beseno, San Giovanni - i «magnifici sette», si trasformeranno in palcoscenico con le iniziative ordinate dalla Provincia e coordinate dal CentroSanta Chiara. Non tutto, ma di tutto: storie di fate e cavalieri, armigeri, tradimenti, maghi, concerti e parole, multimedialità e classicità per accontentare ogni palato.
Nella presentazione di ieri, con l’assessor Panizza cuor contento, (ma stavolta ne ha motivo perché di questa benedetta rete dopo anni di faremo finalmente c’è un minino di concretezza), è toccato al direttore del Centro Santa Chiara, (Nardelli), puntualizzare eventi e contenuti. Tutto illustrato, e per fortuna, senza enfasi ma anche senza troppe distinzioni: frotte di figuranti che simulano battaglie medioevali senza togliersi l’orologio e i personaggi di Shakespeare recitati da Antonio Salines non sono la stessa cosa. Sorvolando, va invece detto della positività nella scelta della Provincia di costruire un cartellone di spettacoli a Castel Thun sulla base di un bando che imponeva alle compagnie partecipanti, (e vincenti), di aver attori sotto i 35 anni. Si parte, dunque. E si consiglia di partire da Beseno, laddove in occasione della grande mostra sui Cavalieri, si potrà usare la tecnologia di una mappa interattiva di tutte le testimonianze storiche del Trentino. Una «rete» di conoscenze che - dice Marzatico, e qui sì «gasato», che crescerà.
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