Il terzetto fermato in stazione ferroviaria dai carabinieri, avvisati dai negozianti. La ragazza aveva un coltello: denunciata
ROVERETO. Hanno battuto le gioiellerie del centro cercando di approfittare di un attimo di distrazione mentre si facevano mostrare gioielli, ma gli orefici roveretani hanno fatto cordone, subodorando l’imbroglio, avvisandosi a vicenda e chiamando i carabinieri. I quali alla fine hanno bloccato il terzetto - due uomini e una ragazza di 15 anni, tutti romeni - mentre in stazione ferroviaria stava per prendere il treno alla volta di Trento.
Si rallegra Stefano Andreis, titolare della gioielleria San Marco e presidente della categoria degli orefici: «Al mattino ho ricevuto la chiamata di una collega che mi avvisava della strana visita. Le ho consigliato di chiamare i carabinieri, che sono intervenuti con notevole rapidità. Quando hanno fermato le tre persone sospette in stazione, avevano già le loro foto pronte, estratte dai filmati della videosorveglianza. Hanno fatto un lavoro egregio. Ottima anche la collaborazione tra noi orefici, facciamo gruppo e ci aiutiamo. Era già accaduto tempo addietro, a livello di categoria, quando da Trento ci avvisarono della presenza sul territorio di alcuni personaggi che vendevano diamanti in apparenza buoni, ma in realtà falsi. Bastò la segnalazione per farci stare tutti ad occhi aperti. Noi crediamo molto nella comunicazione, è importante identificare subito le persone sospette, anche per far loro capire che qui, in Vallagarina, c’è un livello di attenzione abbastanza alto e non è il caso di rischiare».
Nella prima oreficeria, è entrato attorno alle 9.30 uno straniero che chiedeva di vedere anelli, poi è rientrato un quarto d’ora più tardi accompagnato da un altro uomo e da una ragazzina. Mentre il primo uomo e la ragazza fingevano di essere interessati all’acquisto di monili - prima anelli, poi catenine, poi bracciali - il terzo si aggirava in negozio. Dietro al bancone c’è la commessa e la titolare, che capiscono al volo il tentativo di creare confusione cambiando merce di continuo. Volevano osservare dove vengono conservati i gioielli, ma l’atteggiamento rigido di commessa e titolare li hanno spinti a cambiare negozio. Prima sono entrati da Giorgio Dell’Anna, in Borgo Santa Caterina. «Appena li ho visti ho capito che qualcosa non andava. Avevano quella lieve trasandatezza che fa trasparire molto. La ragazza e l’uomo più grosso volevano vedere merce, l’altro vagava per il negozio. Non sembravano decisi, prima hanno chiesto di vedere un anello da uomo in vetrina, poi mi hanno chiesto dei bracciali. “Uno alla volta, o l’anello o il bracciale” ho detto loro mentre con la coda dell’occhio tenevo sotto controllo il terzo. Poi ho fatto un cenno alla signora del negozio qui a fianco. Lei ha capito e si è messa sulla porta». I tre sconosciuti, capita l’antifona, hanno cambiato di nuovo obiettivo e pochi minuti dopo - circa alle 10 - sono entrati da Leonardi, in corso Rosmini. «Ero in negozio per puro caso - racconta il titolare Giorgio Leonardi - e la mia commessa mi ha chiesto di uscire al bancone perché c’era gente che non le piaceva. Vedendo che eravamo in due, hanno rinunciato e se ne sono andati presto. Buono il lavoro dei carabinieri, sono stati rapidi a individuarli». I tre sono stati identificati e fotosegnalati. La sola minorenne è stata denunciata a piede libero per porto abusivo di arma: nella borsetta aveva un grosso coltello da cucina con 20 centimetri di lama e una decina di impugnatura.
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